Azione Cattolica Puglia: festa per i 150 a Taranto. La testimonianza di Agnese Moro, “la vita di mio padre è la testimonianza che nulla ci separa da Dio”

Una festa lunga una giornata, con i consigli diocesani di 19 diocesi tutti a Taranto. L’Azione Cattolica pugliese ha celebrato i 150 anni dell’Ac in una giornata di preghiera ed animazione che ha avuto il suo momento più alto nell’incontro con la figlia di Aldo Moro, Agnese. Un modo per esercitare la memoria a 40 anni dalla scomparsa dello statista, per mano delle Brigate Rosse. Molto significativo il luogo scelto, piazza Garibaldi, cuore del capoluogo ionico e soprattutto centro nevralgico di quella che fu la vita del Moro adolescente, poiché su questa piazza affacciano il palazzo del liceo classico Archita, dove studiò, e la parrocchia di san Pasquale, dove si formò alla vita spirituale e associativa. “Mio padre era tenero con noi 4 figli, piccole pesti – racconta Agnese – e l’ho sentito alzare la voce forse solo una volta, in vita mia. Lui educava con l’esempio e scavando la roccia goccia goccia. Ad esempio, a me che fumavo, non diceva di smettere ma sul comodino ogni giorno mi faceva trovare statistiche sui tumori, o articoli. Da piccola ero una paurosa, lui quindi perquisiva la stanza con me in cerca di mostri e mi teneva la mano fin quando non mi addormentavo. Quella mano non mi ha mai lasciata. Gesù per noi era uno di famiglia. E nei giorni del rapimento, l’unica conforto era la certezza che in quella cella non fosse solo ma con il sostegno di Cristo. La vita di mio padre è la testimonianza che nulla ci separa da Dio, nemmeno il potere. C’è chi lo ricorda inginocchiato in chiesa”. Un uomo con in mano le sorti del Paese ma che conservava l’umiltà. Poi Agnese Moro racconta quale fosse il sogno politico e sociale del padre. “I suoi sogni sono contenuti nei primi articoli della Costituzione italiana, che contribuì significativamente a scrivere. Un Paese in cui ci sia giustizia sociale e ognuno abbia la possibilità di essere ciò che può essere. Questi sogni, sono gli stessi degli italiani, sono ancora lì ma il nostro è un Paese contraddittorio e proprio questa sua visione di democrazia è il motivo per cui è stato abbandonato”.

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