Formazione: ricerca Pusc, “alcuni programmi televisivi supporto nel lavoro educativo”

“In alcuni casi, taluni programmi televisivi possono essere un valido supporto nel lavoro educativo. I dati che abbiamo raccolto sono emersi grazie alla visione di una fiction, che ci ha permesso di conoscere, senza risultare invasivi, il pensiero di molti ragazzi sui temi proposti in essa”. È quanto si legge nelle conclusioni della ricerca realizzata dal Centro “Family & Media” della Pontificia Università della Santa Croce sul rapporto dei giovani con i media e la tecnologia, nel corso del 2016, in varie città italiane (Perugia, Piacenza, Bari e Roma) in collaborazione con l’Associazione nazionale oratori San Paolo. Il campione preso in esame è di “quasi 100 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 20 anni”. “Lungi dall’affermare che i media moderni devono sostituire quelli classici (la lettura di un buon libro, ad esempio, resta un validissimo strumento di approfondimento), riteniamo che bisogna saper sfruttare i nuovi canali di comunicazione per favorire la crescita, la conoscenza, la condivisione tra i ragazzi”. Tra le conclusioni segnalate, l’insofferenza verso le regole e lo scarso valore attribuito alle manifestazioni d’affetto da alcuni giovani. “Spesso si dà per assodato che certi contenuti siano stati recepiti e assimilati dai ragazzi, ma non sempre questo avviene”.

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