Segretari di Stato: Melloni, “non una semplice diplomazia in talare”

“Non semplicemente una democrazia in talare, ma una macchina di diplomazia al servizio del Vangelo”‘. Cosi lo storico Alberto Melloni ha definito la diplomazia vaticana. Intervenendo alla presentazione del volume “Segretari di Stato” di Pino Esposito, Melloni ha fatto notare che “la figura del segretario di Stato vaticano si diversifica nel corso del Novecento”, divenendo “una figura che rappresenta il modo di esprimersi peculiare dell’azione della Curia romana e del papato”. Tutto ciò, secondo Melloni, “grazie alla fine definitiva del potere temporale, che si è rivelata una grande occasione per immaginare un modo diverso nella politica internazionale”. Prima con Rampolla, poi con Tardini e oggi con Parolin i segretari di Stato sono “uomini che non difendono un interesse nazionale, in un contesto in cui tutti hanno l’obbligo di difendere l’interesse nazionale. E questo da’ a loro una libertà di azione che a nessun altro è concessa”. Nel corso del Novecento, ha ricordato Melloni, “la Curia Romana è stata riformata nove volte: la riforma portata avanti oggi da papa Francesco è la decima”. Una delle caratteristiche comuni dei processi di riforma durante i papati più recenti, ha concluso lo storico evidenziandone la cifra nel dialogo a favore della pace, “è la capacità di mettere in relazione la figura del ministero petrino con la capacità che il Papa ha di dire cose che nessun altro può dire, come in occasione delle guerre”.

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