Ucraina: Unicef, “200mila ragazze e ragazzi vanno a scuola tra combattimenti e pericoli”

“Oltre quattro anni di conflitto in Ucraina orientale hanno avuto delle conseguenze devastanti sul sistema scolastico, distruggendo e danneggiando centinaia di scuole e costringendo 200.000 ragazze e ragazzi ad andare a scuola in contesti difficili, fra combattimenti incostanti e pericoli causati da ordigni bellici inesplosi”. Lo scrive l’Unicef in una nota dedicata alla situazione nel Paese, in cui segnala inoltre che assieme ai suoi partner ha verificato “almeno otto casi in cui i siti di gruppi armati e militari erano a meno di 500 metri da un asilo nido o una scuola” e “due luoghi distinti in cui le scuole e questi siti erano lontani solo pochi metri”. Dall’inizio dell’anno scolastico, l’Unicef ha monitorato “sei ex edifici scolastici che sono stati occupati o utilizzati dai gruppi armati o militari”, mentre “almeno 45 scuole sono state danneggiate o distrutte negli ultimi 16 mesi”. “Queste si aggiungono alle oltre 700 scuole danneggiate dall’inizio del conflitto”. Giovanna Barberis, rappresentante dell’Unicef in Ucraina, sottolinea come “i bambini stanno apprendendo in scuole con fori di proiettile sulle pareti e sacchi di sabbia sulle finestre, bunker nei seminterrati e schegge di proiettile nei giardini scolastici”. Tracciando le condizioni psicologiche degli studenti, Barberis ha affermato che “i bambini sono nervosissimi a causa dei bombardamenti e gli insegnanti cercano di calmarli, ma è difficile per loro. Reagire è difficile per i bambini perché sono nervosi e stressati”.

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