Papa Francesco: ai consacrati, “senza povertà non potremo mai discernere bene cosa sta accadendo nel mondo”. “Il diavolo entra dalle tasche”. No a “soldi, vanità, superbia”

“Senza povertà noi non potremo mai discernere bene cosa sta accadendo nel mondo”. Ne è convinto il Papa, che nel discorso a braccio rivolto oggi ai consacrati ha ripetuto che “il diavolo entra dalle tasche” e che “le piccole tentazioni contro la povertà sono ferite all’appartenenza al corpo della vita consacrata”. Secondo Francesco, “ci sono tre scalini per passare dalla consacrazione religiosa alla mondanità religiosa”, perché “tanti religiosi sono mondani”. “Primo: i soldi, cioè la mancanza di povertà. Secondo: la vanità, che va dall’estremo a farsi ‘pavone’ a piccole cose di vanità. E il terzo: la superbia, l’orgoglio. E da lì, tutti i vizi. Ma il primo scalino è l’attaccamento alle ricchezze, l’attaccamento ai soldi”. “Guardate nei cassetti, nei cassetti delle vostre anime, guardate nella personalità, guardate nella Congregazione”, l’invito ai presenti: “Guardate come va la povertà”.

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