Papa Francesco: ai consacrati, “senza pazienza si capiscono le guerre interne, i carrierismi, le cordate”. “Ars bene moriendi” è “eutanasia spirituale”

“Senza pazienza, cioè senza capacità di patire, senza ‘entrare in pazienza’, una vita consacrata non può sostenersi, sarà a metà”. Ad assicurarlo è stato il Papa, nel discorso a braccio rivolto oggi ai consacrati. “Senza pazienza – ha proseguito – si capiscono le guerre interne di una congregazione. Perché non hanno avuto la pazienza di sopportarsi l’un l’altro, e vince la parte più forte, non sempre la migliore; e anche quella che è vinta, neppure è la migliore, perché è impaziente. Senza pazienza, si capiscono questi carrierismi nei capitoli generali, questo fare le ‘cordate’ prima”.  Francesco ha poi raccomandato ai presenti “non solo pazienza nella vita comunitaria: pazienza davanti alle sofferenze del mondo”, cioè capacità di “portare sulle spalle i problemi, le sofferenze del mondo”. Pazienza, infine, anche “davanti ai problemi comuni della vita consacrata”, come la “scarsità di vocazioni”. Francesco, infine, ha stigmatizzato l'”ars bene moriendi”, l’atteggiamento per morire bene:” Vendiamo e ci attacchiamo ai soldi per qualsiasi cosa possa succedere in futuro. Questo è un segnale che si è vicini alla morte: quando una Congregazione incomincia ad attaccarsi ai soldi. Non ha la pazienza e cade nella seconda ‘p’, nella mancanza di povertà”. “È l’eutanasia spirituale di un cuore consacrato che non ce la fa più, non ha il coraggio di seguire il Signore”, ha commentato il Papa.

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