Maltempo: Coldiretti, “da inizio anno clima impazzito ha già provocato danni all’agricoltura per oltre 400 milioni di euro”

Il clima “impazzito” da inizio anno “ha già provocato danni all’agricoltura per oltre 400 milioni di euro”. È quanto denuncia oggi Coldiretti, commentando l’ultima ondata di maltempo che ha investito in particolare il sud Italia. “Dalla Sardegna alla Campania – si legge in una nota – grandine, vento e pioggia hanno colpito a macchia di leopardo danneggiando campi di grano e pomodoro, vigneti e uliveti, frutteti e ortaggi”. L’associazione ha rilevato anche “problemi per i pastori nel raggiungere le greggi perché diversi corsi d’acqua hanno straripato in Sardegna dove campi di verdure e ortaggi nel Nord, nel Basso Oristanese e Campidano sono stati allagati e il grano steso al suolo, ma danni si contano anche per il foraggio che dopo tre giorni di acqua intensa rischia di andare perduto”. “In provincia di Benevento, nelle Valli Telesina e Caudina, nelle aree investite dalla bufera di chicchi di ghiaccio grandi come nocciole – spiega Coldiretti – è stato devastato il 30% delle colture da vigneti a uliveti, dai frutteti con mele e ciliege pronte alla raccolta fino agli ortaggi, con punte del 100% nell’epicentro della tempesta, che ha anche abbattuto alberi e rotto rami”. “Intanto – prosegue la nota – è allerta per la piena dei fiumi anche nel nord Italia dove il Po è salito al Ponte della Becca di circa 20 centimetri nelle ultime dodici ore”. “Un’ondata di maltempo – evidenzia Coldiretti – che si è scaricata su territori del sud Italia dove a causa della siccità dello scorso anno nei principali invasi mancano ancora 500 miliardi di litri di acqua per dissetare campi e famiglie”. “Siamo di fronte all’ultima perturbazione in un inizio di anno iniziato con neve, pioggia e gelo che ha distrutto gli ortaggi in campo e provocato perdite consistenti nelle piante da frutto e soprattutto ulivi con almeno 25 milioni di piante danneggiate dalla Puglia all’Umbria, dall’Abruzzo sino al Lazio con danni che, a seconda delle regioni, incideranno tra il 15% e il 60% della prossima produzione”. “L’andamento anomalo di quest’anno – conclude la Coldiretti – conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano proprio con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo”.

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