Vita consacrata: Enzo Bianchi, “va verso lo spegnimento, latitanza della Chiesa grave responsabilità”

“Assistiamo non più a una drastica diminuzione della vita religiosa, ma a uno spegnimento. Dagli anni del Concilio, la diminuzione delle religiose in Europa oscilla tra il 50% e il 65%, le vocazioni sono rarissime e, per molti istituti, completamente assenti. Così che l’età media delle religiose in Europa si avvicina ai settantacinque anni”. Lo scrive il fondatore della Comunità di Bose, Enzo Bianchi, sul numero di giugno di Vita pastorale, anticipato al Sir. Per quello che riguarda i religiosi, “anche la diminuzione dei loro effettivi dal Concilio a oggi supera il 50%”. Lo scenario tratteggiato è fatto da “precarietà, diminuzione e prossima scomparsa di molte delle attuali forme di vita religiosa e monastica”. Sostenendo che entrambe “sono entrate, a partire dagli anni ottanta, in un ‘cono d’ombra’”, il fondatore della Comunità di Bose esprime preoccupazione per “l’afonia, l’assenza dei vescovi”. A suo avviso, “la latitanza della Chiesa che, così facendo, renderà presto i religiosi una sua ‘parte mancante’, è una grave responsabilità”, perché “senza di loro vedrà mutilata la sua testimonianza escatologica e la sua capacità di prossimità alla gente”.

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