Rifiuti: Istat, dal 2010 al 2017 l’indice dei costi di gestione in crescita del 16,3%

Tra il 2010 e il 2017 l’indice dei costi di gestione dei rifiuti è pari a +16,3%. Lo certifica oggi l’Istat avviando la pubblicazione, con cadenza annuale, di indici dei costi di gestione dei rifiuti. “La comparazione della dinamica, tra il 2010 e il 2017, dell’indice dei costi di gestione dei rifiuti con quella dell’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali sul mercato interno (+3%) – si legge in una nota – consente di rilevare una notevole divergenza nelle dinamiche di fondo, con una maggiore omogeneità negli ultimi anni, anche se occorre tenere conto della diversa natura dei due indici (di costo quello della gestione dei rifiuti, di prezzo quello sul complesso dei settori industriali, che non comprende il settore della gestione dei rifiuti)”. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica, negli ultimi sette anni l’aumento dell’indice di costo della gestione dei rifiuti è stato trainato dagli acquisti di beni e servizi (+22,1%), a fronte di andamenti più contenuti per le spese del personale (+6,7%) e del costo d’uso del capitale (+1,3%). “Dopo la sostenuta crescita registrata nel periodo 2010-2014, anno in cui la dinamica di costo degli acquisti di beni e servizi raggiunge il livello massimo, negli ultimi tre anni – spiega l’Istat – la crescita dell’indice complessivo è più contenuta (+0,8%) e relativamente più omogenea tra le diverse componenti dei costi: +1,6% per l’acquisto di beni e servizi; -1,3% per le spese per il personale; +0,8% per il costo d’uso del capitale”.

Nella nota si aggiunge anche che “rispetto ai due sotto-settori economici che compongono l’indice totale (raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, recupero dei materiali), l’andamento dei costi si dimostra sostanzialmente simile, ad eccezione di un più accentuato incremento nel settore del recupero di materiali nell’ultimo anno”.

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