Media digitali: p. Spadaro (La Civiltà Cattolica), “creano un vero ambiente di vita, educare i giovani a distinguere il vero dal falso”

“Le tecnologie digitali non sono strumenti comunicativi, ma creano un vero ambiente di vita e relazione, un ‘nuovo contesto esistenziale’”. Lo scrive padre Antonio Spadaro, gesuita, direttore de La Civiltà Cattolica, nel dossier sul messaggio di Papa Francesco sulla Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, pubblicato nel numero di giugno di Vita pastorale e anticipato al Sir. Presentando il caso della condivisione di una notizia su Facebook, spiega che si tratta di “una forma di comunicazione privilegiata perché le notizie sono filtrate alla luce della mia esperienza e ricevono la mia approvazione”. Eppure la condivisione “rende semplice anche la diffusione di notizie false”. “Abbiamo visto come scelte elettorali di un Paese possono essere indirizzate e manipolate”. In questo ambiente social, la comunicazione avviene “attraverso la condivisione dentro gruppi di persone”, che “in rete tendono a relazionarsi con chi pensa allo stesso modo”. Alla fine, però, “ci chiudiamo dentro bolle filtrate, perdendo il confronto con l’altro”. “È esattamente quello che il Papa definisce come ambienti digitali omogenei e impermeabili a prospettive e opinioni divergenti”. Il monito del direttore de La Civiltà Cattolica è quello di “fare in modo che le persone, in particolare i più giovani, crescano avendo dei criteri, e siano in grado di distinguere il vero dal falso, di porsi in maniera corretta all’interno della Rete. E questo è un compito essenzialmente educativo”.

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