Donne prete: mons. Ladaria (Congregazione dottrina fede), “Chiesa vincolata a decisione del Signore”. “No” a sacerdozio femminile è “dottrina definitiva”

Sulla possibilità di ordinare donne prete nella Chiesa cattolica, “l’ultima parola chiara è stata data da san Giovanni Paolo II, e questa rimane”, aveva detto Papa Francesco in conferenza stampa nel volo di ritorno dal viaggio in Svezia, il 1° novembre 2016. E non lascia adito a discrezionalità interpretative il titolo dell’articolo firmato ieri da mons. Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, su L’Osservatore Romano: “Il carattere definitivo della dottrina di ‘Ordinatio sacerdotalis’. A proposito di alcuni dubbi”.  “Istituiti da Cristo”, i sacramenti “sono colonne fondanti della Chiesa”, esordisce il presule sottolineando che “intimamente legato all’eucaristia si trova il sacramento dell’ordine” con il quale “i sacerdoti sono configurati ‘a Cristo sacerdote, in modo da poter agire in nome di Cristo, capo della Chiesa’”, secondo il n. 2 di Presbyterorum ordinis. Cristo, prosegue Ladaria, “ha voluto conferire questo sacramento ai dodici apostoli, tutti uomini, che, a loro volta, lo hanno comunicato ad altri uomini. La Chiesa si è riconosciuta sempre vincolata a questa decisione del Signore, la quale esclude che il sacerdozio ministeriale possa essere validamente conferito alle donne”. Nella lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis (22 maggio 1994), Giovanni Paolo II, ricorda il prefetto della Congregazione, ha insegnato che “la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa”.

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