Crisi sociale e politica: mons. D’Ercole (Ascoli Piceno), “arginare rabbia, violenza e rancore”

“Nella concitazione convulsa di questi mesi, giorni, ore, mentre polemiche e indiscrezioni si susseguono come fuochi d’artificio, c’è un dato interessante: da parte della gente si avverte un interesse mai visto finora per la formazione del governo sentito come governo del popolo, governo della gente appunto”. Lo afferma mons. Giovanni d’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, in una nota inviata al Sir sull’attuale crisi sociale e politica, dal titolo “#siripartedanoi”. “Mi pare che ci stiamo accalorando perché vogliamo essere protagonisti delle nostre sorti. E ben venga questa presa di coscienza che sicuramente va incoraggiata”. Secondo il vescovo, “occorre partire da questo dato per arginare e, se possibile, spegnere la voglia di rabbia, la violenza dell’odio e l’impulso incontrollato al rancore”. Un “nemico”, quest’ultimo, “da neutralizzare perché avvelena il clima delle relazioni a ogni livello”. Il riferimento, in particolare, ai social network. “Non dobbiamo abituarci a questa sottocultura che si nutre di superficialità e qualunquismo. I social sono lo spazio delle nostre comunità dove possiamo tessere la rete della conoscenza e del dialogo. Aiutiamoci a ragionare a voce normale. Aiutiamoci ad ascoltarci e, se possibile, capirci prima di giudicarci”. Il vescovo lancia un appello: “Creiamo ovunque è possibile spazi per riflettere, per conoscere problemi reali e soluzioni da condividere”. “Insomma ripartiamo ‘dal basso’ per aiutare a costruire la nostra Nazione”. “Il successo d’un popolo – conclude – è assicurato quando ci si mette al passo di chi più fa fatica a vivere: insieme agli ultimi si arriva più facilmente tutti primi”.

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