Austria: governo taglia fondi per assistenza sociale e integrazione. Mons. Landau (Caritas), “la povertà deve affondare, non aumentare”

È in corso in Austria una dura dialettica tra Caritas e agenzie specializzate della Chiesa austriaca e il Governo federale per il progetto di tagli alle sovvenzioni per gli interventi sociali sulla povertà, per l’assistenza domiciliare e le famiglie bisognose e numerose, per la drastica riduzione degli stanziamenti e della durata dei corsi di tedesco per i richiedenti asilo e i migranti, pre-condizione per l’ammissione al reddito minimo di cittadinanza che è ugualmente ridotto. Obiettivo governativo (che era presente nel programma elettorale del cancelliere Sebastian Kurz) è la progressiva drastica diminuzione di qualsiasi accesso di nuovi migranti profughi sul territorio austriaco e una ferma opposizione ad azioni integrative nella società austriaca. “Una cosa è chiara: le persone dovrebbero essere in grado di stare in piedi da sole il più presto possibile, e devono imparare la lingua per quello”, ha sottolineato il presidente di Caritas Austria, mons. Michael Landau, “ma accorciare i corsi di lingua e allo stesso tempo rendere le competenze linguistiche una condizione per i benefici sociali non ha senso”. Per Landau “la povertà deve affondare, non aumentare”, quindi “il reddito minimo deve essere misurato dai bisogni delle persone”. La presidente di Aktion Leben (Azione vita), Gertraude Steindl, in riferimento alla riduzione dell’appoggio governativo ai centri di assistenza e consulenza, con l’esclusione dalle sovvenzioni delle donne incinte migranti ha sottolineato che “possiamo dare stabilità e sicurezza alle donne e alle famiglie solo se il nostro lavoro è supportato finanziariamente dallo stato nella misura in cui merita”.

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