Notizie Sir del giorno: consultazioni, Bassetti a congresso Fuci, Comece su Balcani, previsioni demografiche Istat, crescita in Ue, libertà di stampa, Bergoglio su discernimento

Quirinale: dopo due mesi posizioni di partenza “immutate”, lunedì nuove consultazioni

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per la giornata di lunedì 7 maggio un nuovo giro di consultazioni, il terzo, per la formazione di un nuovo governo dopo le elezioni dello scorso 4 marzo. Ne ha dato notizia il Quirinale via Twitter. “A distanza di due mesi – si legge – le posizioni di partenza dei partiti sono rimaste immutate. Non è emersa alcuna prospettiva di maggioranza di governo. Nei giorni scorsi è tramontata anche la possibilità di un’intesa tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico. Il presidente Mattarella svolgerà nuove consultazioni, in una unica giornata, quella di lunedì, per verificare se i partiti abbiano altre prospettive di maggioranze di governo”. (clicca qui)

Politica: card. Bassetti, “il tempo delle promesse irrealizzabili è finito”. “È il tempo della responsabilità e delle risposte”

“Il tempo delle promesse irrealizzabili è finito. Il tempo delle attese non è eterno e sta per finire. È questo il tempo della responsabilità e delle risposte. Lo comprendano bene anche i politici”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, intervenuto a Reggio Calabria al 67° Congresso nazionale Fuci dedicato al tema “Rigenerazione. Universitari confusi, connessi, innovativi”. Rivolgendosi ai prossimi amministratori, il card. Bassetti li ha invitati: “Siate coraggiosi, siate iniziatori di una politica che non si basi sulla polemica sociale e sull’identificazione di avversari da combattere ma di una umanità da valorizzare”. Per questo ha previsto, per il futuro, “un nuovo impegno sociale diverso dal presente e dal passato”. “Per costruire il futuro – ha detto il porporato – sarà fondamentale un rinnovato impegno educativo, educare e formare una nuova classe dirigente onesta e responsabile che investa sulle giovani generazioni”. Ai giovani fucini, invece, ha chiesto di “essere in prima fila in questa grande sfida per il rinnovamento nella Chiesa e nella società per costruire un mondo migliore per tutti e soprattutto per rigenerarsi e per rigenerarci. Fate sentire vostra voce con coraggio e libertà”. Ricordando Aldo Moro, Vittorio Bachelet e Giovanni Battista Montini, Bassetti ha evidenziato come “quella fu una classe dirigente che per qualità umane e visioni politiche è stata tra le migliori dell’Italia unita, un modello per virtù, passione e capacità di spirito di servizio che ci interroga profondamente sullo stato di salute del Paese che assiste con preoccupazione allo stallo politico in cui è caduto”. “Ci interroga sulla consapevolezza delle priorità del nostro Paese per il bene comune”, ha aggiunto il cardinale che ha ricordato come “lavoro, famiglia e giovani sono le priorità che come vescovi abbiamo delineato da molto tempo”. E ha esortato: “Abbattiamo ogni muro di indifferenza per costruire ponti di dialogo e ricuciamo il tessuto sociale. Quelle priorità irrinunciabili non possono più aspettare. Siamo chiamati ad assumerci delle responsabilità”. (clicca qui)

Comece: documento su “L’integrazione europea dei Balcani occidentali – Promessa di pace e fonte di sviluppo?”

(Bruxelles) “L’integrazione europea dei Balcani occidentali – Una promessa di pace e una fonte di sviluppo?”: è il titolo di un fitto documento (8 pagine, per ora solo in inglese) che la Comece, Commissione degli episcopati della Comunità europea, ha diffuso oggi nella sede di Bruxelles in vista del summit che l’Unione terrà a Sofia il prossimo 17 maggio. Il documento fornisce una lettura della situazione regionale e propone alcune riflessioni e raccomandazioni per il summit di Sofia “e oltre”. L’analisi della Comece suggerisce “che il processo di integrazione europea verso i Balcani occidentali si fonda su un partenariato equo, globale e responsabile”, che favorisca “lo sviluppo delle persone, delle famiglie e delle comunità in vista della riconciliazione e di una pace durevole” per tutti i Paesi e le popolazioni coinvolte. La Comece pone inoltre l’accento sul ruolo delle Chiese e delle comunità religiose per lo sviluppo e la pacificazione e raccomanda di assumere un ruolo trainante dei rispettivi Paesi verso l’integrazione Ue. (clicca qui)

Demografia: Istat, in Italia popolazione in calo. Nel 2065 i residenti saranno 54,1 milioni, con una vita media cresciuta di oltre 5 anni rispetto ad oggi

“Si stima che in Italia la popolazione residente attesa sia pari, secondo lo scenario mediano, a 59 milioni nel 2045 e a 54,1 milioni nel 2065. La flessione rispetto al 2017 (60,6 milioni) sarebbe pari a 1,6 milioni di residenti nel 2045 e a 6,5 milioni nel 2065”. È quanto prevede l’Istat, che oggi ha diffuso il report “Il futuro demografico del Paese” con le “Previsioni regionali della popolazione residente al 2065”. Secondo l’Istituto nazionale di statistica, “il Mezzogiorno perderebbe popolazione per tutto il periodo mentre nel Centro-nord, dopo i primi trent’anni di previsione con un bilancio demografico positivo, si avrebbe un progressivo declino della popolazione soltanto dal 2045 in avanti”. Stando alle previsioni dell’Istat, “le future nascite non saranno sufficienti a compensare i futuri decessi: dopo pochi anni di previsione il saldo naturale raggiunge quota -200mila, per poi passare la soglia -300 e -400mila nel medio e lungo termine”. Per quanto riguarda la fecondità, questa è prevista “in rialzo” da 1,34 a 1,59 figli per donna nel periodo 2017-2065. Secondo l’Istat, “entro il 2065 la vita media crescerebbe di oltre cinque anni per entrambi i generi, giungendo a 86,1 anni e 90,2 anni, rispettivamente per uomini e donne (80,6 e 85 anni nel 2016)”. Stanno alle previsioni negli anni dovrebbe verificarsi uno spostamento del peso della popolazione dal Mezzogiorno al Centro-Nord del Paese. Crescerà l’età media della popolazione, che passerà dagli attuali 44,9 a oltre 50 anni nel 2065. Per l’Istat, “si prevede un picco di invecchiamento che colpirà l’Italia nel 2045-50, quando si riscontrerà una quota di ultrasessantacinquenni vicina al 34%”. (clicca qui)

Commissione Ue: previsioni economiche. Italia, crescita contenuta. Moscovici, “spero che resti al centro della zona euro e ne rispetti le regole”

(Bruxelles) L’economia europea cresce e lascia alle spalle la crisi, almeno nei dati macroeconomici. L’Italia segue a ruota, con numeri più modesti… Presentando le Previsioni economiche di primavera, il commissario Pierre Moscovici ha citato anche la situazione politica italiana che, dice, dopo le elezioni ha in corso un processo per giungere a un governo. Poi, dopo le constatazioni, ha sottolineato: “Spero che l’Italia resti al centro della zona euro e ne rispetti le regole”. Per quanto riguarda il Pil italiano, le previsioni della Commissione indicano l’1,5% per il 2018 (come lo scorso anno), con un calo all’1,2% l’anno prossimo (calo in linea con quello che si prevede per l’intera economia di Eurolandia nel 2019). La disoccupazione è data al 10,8 quest’anno (era all’11,2 nel 2017), e al 10,6 l’anno prossimo. Il rapporto deficit/Pil rimane sotto il 3%, mentre il problema rimane il debito pubblico, seppur previsto in lieve contrazione: 130,7% sul Pil nel 2018, per scendere al 129,7 nei prossimi dodici mesi. (clicca qui)

Libertà di stampa: Borrometi, “è a rischio nel mondo, io salvo grazie allo Stato”

“In questo momento la libertà di stampa nel mondo è seriamente a rischio. Nell’Afghanistan 9 giornalisti pochi giorni fa hanno perso la vita per documentare ciò che continua ad accadere in quel Paese. Non si può non ricordare Daphne Caruana Galizia, saltata in aria con un’autobomba proprio come sarebbe dovuto accadere a me. Con lei ci scrivevamo spesso. E neppure Jan Kuciak, anch’egli probabilmente ucciso da mano mafiosa”. Lo dice al Sir Paolo Borrometi, presidente dell’associazione Articolo 21 e giornalista che vive sotto protezione dopo una serie di “condanne” a morte da parte della mafia, nella Giornata mondiale per la libertà di stampa. Secondo Borrometi, nel nostro Paese “le intimidazioni sono costanti”. “Ormai colpire il cronista non è solo proprio delle mafie ma anche di piccoli potenti di turno. Ed è diventato quasi un tiro al piccione con troupe aggredite e colleghi insultati sui social network. Minacce mafiose costringono una decina di colleghi assieme a me a vivere sotto costante protezione delle forze dell’ordine, che ringrazio”. “Ci lamentiamo spesso dello Stato e di quello che non va – afferma il cronista –, ma nel mio caso sono vivo grazie allo Stato”. (clicca qui)
In occasione della Giornata messaggi sono stati diffusi dal presidente della Repubblica Mattarella e dal segretario generale dell’Onu Guterres oltre ai commenti delle associazioni – Fnsi, Ucsi, Copercom e Fisc – e del presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Jorge Mario Bergoglio: su La Civiltà Cattolica, “le idee si discutono, la situazione si discerne”

“Le idee si discutono, la situazione si discerne”. Lo sosteneva nel 1987 l’allora padre Jorge Mario Bergoglio nella prefazione a una raccolta di 8 lettere di due prepositi generali della Compagnia di Gesù: “Las cartas de la tribulacion”, una vera e propria guida al discernimento in tempi di desolazione. A proporre per la prima volta in italiano il testo, introvabile, è “La Civiltà Cattolica” per aiutare, spiega il direttore padre Antonio Spadaro, a leggere in profondità la lettera del Papa Francesco ai vescovi del Cile, a seguito del report consegnatogli da mons. Charles J. Scicluna lo scorso 8 aprile sugli abusi perpetrati da uomini di Chiesa su minori. La tribolazione cui si riferisce lo scritto, pubblicato nel quaderno n. 4029 in uscita sabato 5 maggio, è la soppressione della Compagnia nel 1773 da parte di Papa Clemente XIV, successivamente ricostituita da Pio VII nel 1814, ma una nuova “carta de la tribulacion”, scrive Spadaro presentando il testo, “si può ben considerare, a suo modo”, la lettera ai vescovi del Cile. Le parole della prefazione, chiosa il direttore della rivista, sono parole che il Papa “dice oggi alla Chiesa, ripetendole innanzitutto a se stesso” e aiutano ad “entrare nel cuore” del suo pontificato. “In momenti di turbamento – scrive Bergoglio -, quando il polverone delle persecuzioni, delle tribolazioni, dei dubbi ecc. viene sollevato dagli avvenimenti culturali e storici, non è facile distinguere la via da seguire. Ci sono varie tentazioni proprie di quel tempo: discutere le idee, non dare la debita importanza alla questione, badare troppo ai persecutori e restare a rimuginare la desolazione”. Più che alle idee, Bergoglio invita a guardare “alla vita”. (clicca qui)

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