Libertà di stampa: don Gabrieli (Fisc), “forme di intimidazione sempre più subdole” ma “occorre continuare a raccontare la verità”

foto SIR/Marco Calvarese

“La Federazione partecipa, sia attraverso le sue testate locali sia come organismo unitario, alla Giornata odierna ed esprime forte vicinanza ai colleghi che esercitando un diritto alla libertà di stampa garantito dalla Costituzione, proprio per raccontare quanto accade nel mondo o anche qui nella nostra terra – io sono calabrese – mettono a repentaglio la propria vita. Dei 19 cronisti italiani costretti a vivere sotto scorta, almeno tre o quattro sono qui in Calabria”. Lo dice al Sir don Enzo Gabrieli, vicepresidente della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) e direttore del settimanale “Parola di Vita” dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, in occasione della Giornata mondiale della libertà di informazione che ricorre oggi. “Non ci può essere vera professione o sincero impegno a servizio dell’informazione se non mettendosi a servizio della verità – afferma Gabrieli -. Questo è il messaggio che come Federazione vorremmo far passare”. Per il vicepresidente Fisc, “in un tempo in cui sembra che la libertà di comunicazione sia alla portata di tutti, più che mai le istituzioni sono chiamate a garantire questa libertà messa a rischio da forme di tirannide, pressioni psicologiche sempre più forti e sempre più subdole, minacce di tipo ‘ndranghetista o mafioso”. “La nostra sfida – conclude – è raccogliere e tentare di mettere in pratica l’indicazione data da Papa Francesco ai giornalisti di Avvenire: raccontare la verità a partire dai più poveri, dagli ultimi; quella verità che pochi raccontano perché scomoda. Nel nostro piccolo anche noi dobbiamo fare la nostra parte e raccontare nei nostri settimanali locali la verità di una notizia da un’altra prospettiva, da un altro punto di vista che spesso non è quello del coro, della moda dominante”.

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