Giro d’Italia in Israele: Pax Christi, “operazione di propaganda”

“No alla partenza del Giro d’Italia da Israele”. Lo chiede Pax Christi Italia, alla vigilia della partenza della corsa ciclistica. “Si tratta di una grande operazione di propaganda che Israele ha orchestrato per darsi un’immagine di ‘normalità’ e coprire con un evento sportivo di grande risonanza mediatica come il Giro d’Italia le quotidiane violazioni dei diritti umani più elementari del popolo palestinese e della legalità internazionale”, scrive Pax Christi: “Oggi, un modo di sollevare il dibattito a livello nazionale potrebbe essere il boicottaggio delle trasmissioni televisive delle prime tre tappe. Gino Bartali è stato dichiarato ‘giusto tra le nazioni’ per aver contribuito a salvare le vite di tanti ebrei, grazie alla sua fama di campione di ciclismo negli anni delle odiose leggi razziali. Chi protesta contro la politica dello Stato di Israele – conclude Pax Christi – non può essere sbrigativamente tacciato di antisemitismo, come spesso accade. Crediamo invece che denunciare le ingiustizie serva davvero ad abbattere i muri dell’oppressione e a costruire ponti di legalità”.

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