Congregazione per l’educazione cattolica: Istruzione sugli studi di diritto canonico alla luce della riforma del processo matrimoniale

“Promuovere una preparazione differenziata, soprattutto accademica, delle diverse figure chiamate ad operare nei tribunali ecclesiastici, oppure che sono coinvolte nella consulenza matrimoniale e familiare per la quale si richiede anche una preparazione adeguata”. È l’obiettivo dell’Istruzione della Congregazione per l’educazione cattolica sugli studi di diritto canonico alla luce della riforma del processo matrimoniale. Dopo la pubblicazione dei due Motu proprio del Papa in materia – Mitis Iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus – il nuovo documento vaticano stabilisce che per la formazione dei futuri canonisti, “in coerenza con la Veritatis gaudium”, accanto al ciclo della licenza in diritto canonico, che rimane, sia prevista la possibilità di ottenere anche un diploma in diritto matrimoniale e processuale, “soprattutto per quelli che hanno ottenuto, per una giusta causa dal Supremo Tribunale della Segnatura apostolica, la dispensa dal grado accademico”, si legge in un comunicato del dicastero della Santa Sede. Anche per gli altri operatori nel tribunale ecclesiastico, “per i quali la legge non prevede un grado accademico”, è offerto “un percorso accademico, e si prevede una adeguata preparazione minima per i consulenti nella pastorale matrimoniale e familiare”. La nuova normativa, inoltre, sottolinea “i requisiti necessari che assicurano la qualità delle istituzioni già esistenti oppure quelli che saranno eretti o approvati in futuro”. Fra le novità del documento, figura anche “la possibilità di erigere Dipartimenti di diritto canonico nelle Facoltà di teologia, la possibilità di erigere Cattedre di diritto canonico nelle Facoltà di giurisprudenza nelle Università cattoliche e la promozione degli studi di diritto canonico nel primo ciclo di una Facoltà di teologia, nella quale deve essere insegnata la suddetta disciplina sempre da un docente stabile”, in modo da “sostenere e approfondire la cultura giuridica nella Chiesa”. Le istituzioni accademiche dovranno adeguarsi alla nuova normativa fin dall’inizio dell’anno accademico 2019-2020.

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