Antisemitismo: Ambrosianeum e Sae, a Milano un ciclo di incontri sulle “metamorfosi” del fenomeno

Fondazione Ambrosianeum e Sae (Segretariato attività ecumeniche), in collaborazione con Cdec, Istituto superiore scienze religiose, servizio per l’ecumenismo e il dialogo della diocesi di Milano organizzano un ciclo di tre incontri sul tema “Le metamorfosi dell’antisemintismo”, che sarà coordinato da Piero Stefani, presidente del Sae. Gli incontri si svolgeranno alla Fondazione Ambrosianeum (via delle Ore, 3 – Milano), mercoledì 16, 23 e 30 maggio, alle ore 17,30. “La periodica comparsa di clamorose manifestazioni di antisemitismo (da ultimo l’omicidio a Parigi dell’85enne Mireille Knoll, sopravvissuta ai rastrellamenti dell’Olocausto nel luglio 1942) può assumere forme diverse: aggressioni o attentati rivolti ad appartenenti al popolo ebraico, profanazioni di simboli o di luoghi ebraici, uso eclatante di immagini e slogan antisemiti nel corso di incontri sportivi”, si legge in una nota, nella quale si rileva che “a fronte della grande attenzione mediatica verso fenomeni eccezionali di questo tipo, si registra però la scarsa diffusione di analisi approfondite sulle ragioni a monte di un fenomeno che ha spiegazioni eterogenee: la comparsa di derive nazionaliste, populiste e antiglobali; la metamorfosi di vecchi stereotipi di matrice religiosa o ideologica; il bisogno – stravolto – di trovare responsabili “esterni” al proprio disagio sociale; l’antico meccanismo del capro espiatorio; l’avversione acritica e generalizzata allo Stato d’Israele”. Per gli organizzatori, “la mescolanza di ignoranza e di fattori antichi e nuovi alimenta quindi un fenomeno che la coscienza civile e religiosa della seconda metà del XX secolo non è riuscita a stroncare, e che oggi esige un sussulto di consapevolezza e una risposta tanto ideale quanto pratica e politica da parte delle comunità locali, dal Paese, dall’Europa”. Il ciclo di incontri è dedicato alla memoria di Clara Achille: “Ambrosianeum e Sae ne ricordano con riconoscenza l’impegno a favore dell’ecumenismo e del dialogo tra ebrei e cristiani”.

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