Vita pastorale: don Sciortino (direttore), “c’è disistima della scuola, sbriciola il senso civico del Paese”

“C’è una generale disistima della scuola stessa. E dell’importanza del suo ruolo nel trasmettere non solo nozioni, ma una solida formazione alla vita”. Lo scrive su Vita pastorale il direttore, don Antonio Sciortino, nell’editoriale del numero di giugno, anticipato al Sir. Parlando di “liquidità educativa”, ne indica le conseguenze anche nel “mondo digitale”, come il “cyberbullismo” e il “bullismo elettronico”. “Oltre alla buona fama, spesso tolgono anche la vita di chi non sa resistere o reagire alla gogna mediatica”. Una “liquidità educativa”, che “ha rotto il ‘patto di alleanza’ tra famiglia, scuola, oratorio e istituzioni”. “Il prevalere dell’individualismo, l’assenza di etica in ogni ambito sociale, la furbizia e la corruzione assunte a stile di vita quotidiana, stanno degradando ogni sorta di relazione. E sbriciolando il senso civico del Paese. Mettendo a rischio il futuro e la crescita dei cittadini”. Guardando alla situazione politica attuale, don Sciortino sottolinea come “nella tanto confusa agitazione per dare un governo al Paese, mettendo assieme poli opposti e impossibili da conciliare, la scuola è la ‘grande assente’, la ‘cenerentola’ del patto programmatico”. Nel suo editoriale don Sciortino segnala, da un lato, una contraddizione nella politica: “Oggi, bastano trenta o quaranta clic di consenso sulla rete digitale per ambire alle più alte cariche dello Stato. Senza un’adeguata preparazione e un giusto tirocinio”. Dall’altro, la promessa irrealizzata di “un altro giovane leader”, “alla guida del governo aveva preso questo impegno: ‘Ogni settimana mi recherò nelle scuole per dare un segnale simbolico, che da lì riparte il Paese’. Peccato che, poi, di scuole ne abbia visitate soltanto un paio”.

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