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Portogallo: eutanasia, 4 leggi in parlamento. Radio Renascenca, “retrocessione di civiltà”

Il dibattito in Portogallo sull’eutanasia si svolge nelle sedi politiche e si estende ai media. Publico ospita due “opinioni”: la prima è di Joao Miguel Tavares che ritiene che “regolare la vita pubblica sulla base delle convinzioni personali di ciascuno sia un tic totalitario possibile solo in una terra senza una goccia di cultura liberale”. Tavares ritiene anche che un’eventuale depenalizzazione “non può certo essere decisa da 230 deputati che non sono stati incaricati a tale scopo” e ritiene “l’eutanasia meriti di essere ampiamente dibattuta”. La seconda “opinione” su Publico è di André Silva che invece ritiene che “la bontà non può essere un crimine punibile con la pena di morte” e che “non sia mancato il dibattito o lo spazio per la riflessione”. Silva contesta anche che “non è vero che tutte le sofferenze siano curabili”, come afferma chi ritiene che “le cure palliative sono la soluzione per tutti i casi. La sofferenza è un’esperienza personale”. La “Nota di apertura” sul sito di Radio Renascenca esordisce così: “La legalizzazione dell’eutanasia non è una questione politica, sociale o culturale. È piuttosto una retrocessione di civiltà, facendo dipendere il più debole dal più forte, mettendo il più fragile nelle mani di chi pensa di possedere la vita degli altri”.

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