Papa Francesco: card. Bassetti, “il suo pontificato non è una semplice parentesi storica”

“Nella conferenza di Aparecida e nell’elezione di Francesco prendono forma, in modo nuovo e imprevisto, la ‘Populorum progressio’ di Paolo VI, la ‘Ecclesia in America’ e la ‘Novo millennio ineunte’ di Giovanni Paolo II e, infine, la ‘cosiddetta storiografia del profondo’ di La Pira”. Lo ha affermato ieri sera il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nel corso della presentazione, a Perugia, del volume “Jorge Mario Bergoglio. Una biografia intellettuale” (Jaca Book) di Massimo Borghesi. Bassetti ha rilevato che “sebbene è un figlio di migranti che lasciano l’Italia in povertà per cercare una speranza nel continente della Vergine Morena, Bergoglio è profondamente caratterizzato da una formazione prettamente sudamericana”. “Che, però – ha aggiunto – è anche europea. Respira la vivacità e la tradizione del vecchio continente, la gravità e l’eredità storica”. “Tutto questo complesso deposito culturale – ha proseguito – viene però declinato e riletto da un angolo prospettico nuovo: l’America del Sud, una periferia del mondo globalizzato”. E il Sud del mondo – ha rilevato il cardinale – “rappresenta oggi, anche solo da una prospettiva numerica, una nuova realtà sempre più numerosa, che non può non interrogare le Chiese di più antica tradizione, ovvero quelle europee”. E se “i 2/3 dei cattolici del pianeta vive ormai nelle periferie del pianeta, nel Sud del mondo”, secondo Bassetti, “non è certo un caso, se dal Sud America negli ultimi anni è iniziata una nuova storia per la Chiesa e per il papato”. “Perché – ha spiegato – a mio avviso di questo si tratta: questo pontificato non è una semplice parentesi storica, ma segna un passaggio d’epoca eccezionale di cui noi oggi riusciamo a cogliere solo alcuni tratti. E spesso quelli più superficiali. Forse quelli più facili da comprendere”. Per l’arcivescovo, “come sempre capita, la spiegazione più semplice non è quella giusta. Anzi in un tale ‘cambiamento d’epoca’ la spiegazione più semplice rischia di essere quella più fuorviante”.

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