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Metropolita Hilarion al Sir: nuovo incontro Papa e Patriarca? “Stiamo ancora lavorando alle decisioni prese a L’Avana”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“L’incontro di Papa Francesco e del Patriarca Kirill a L’Avana ha aperto una nuova pagina nelle nostre relazioni. Sono state prese in quella occasione molte decisioni che stiamo ancora cercando di implementare. Quindi stiamo lavorando sulle conseguenze di quell’incontro e sulle implementazioni di ciò che il Papa e il Patriarca hanno deciso”. Risponde così il Metropolita Hilarion di Volokolamsk, capo del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, alla domanda del Sir, sullo stato del dialogo e sulla possibilità dopo Cuba di un altro incontro tra i due leader delle Chiese di Roma e Mosca. In questi giorni a Roma, ospite della Cei, con una delegazione del Patriarcato di Mosca per una “tre giorni” di pellegrinaggio nella città degli apostoli Pietro e Paolo e dei primi martiri cristiani, il Metropolita ha espresso alla Chiesa italiana e al segretario generale, mons. Nunzio Galantino, in una conferenza ieri nella sede della Cei, la sua preoccupazione per la situazione dei cristiani perseguitati in Siria e Iraq. “Siamo molto preoccupati della situazione in Medio Oriente e dell’esodo massiccio dei cristiani da quella Regione”, confida al Sir. “È un genocidio perpetrato dagli estremisti islamici. Una situazione che denunciamo in tutte le sedi e ogni volta che possiamo, anche per incoraggiare a fare insieme qualcosa per aiutare i cristiani perseguitati. Abbiamo promosso alcune iniziative in questo senso ma non sono così tante quanto sarebbero necessarie veramente. Avvertiamo un senso di urgenza, perché se i cristiani fuggono e non si creano le condizioni perché possano un giorno ritornare, in quelle terre non torneranno mai più”. Anche Papa Francesco avverte questa stessa urgenza ed ha promosso a Bari una Giornata di preghiera per la pace in Medio Oriente. “Penso – dice Hilarion – che si tratta un’iniziativa molto importante. Molte ne sono state organizzate in questa direzione. Credo che come Chiese dobbiamo esprimere la nostra solidarietà ai cristiani perseguitati in Medio Oriente”. Il metropolita ha poi espresso grande riconoscenza per il trasporto delle reliquie di san Nicola da Bari a Mosca e San Pietroburgo lo scorso anno. “Più di 2 milioni di persone sono arrivate per venerarle. È stato l’evento più importante nelle relazioni tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana”.

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