Governo: Borsa (Copercom), “una deriva comunicativa che rischia di destabilizzare il Paese”

“Parole pesanti pronunciate con faciloneria, mezze verità, promesse rimangiate, persino minacce più o meno dirette alle più alte istituzioni dello Stato. In queste ore in Italia si sente, e si scrive, di tutto, pur sapendo che c’è in gioco il futuro politico, sociale ed economico del Paese, con il rischio di mettere in pericolo la stabilità democratica e la convivenza civile”. Lo afferma Gianni Borsa, giornalista e vice presidente nazionale del Copercom, in relazione alla delicata fase che l’Italia sta attraversando. “La mancata soluzione del dopo-elezioni e l’allontanarsi della formazione di un governo responsabile che risponda del proprio operato agli italiani, non può che preoccupare – afferma Borsa –. L’Italia ha bisogno di un esecutivo che si faccia carico dei problemi della nazione”. Ma al contempo “occorre considerare che alzare lo scontro politico, senza valutarne a fondo le conseguenze, può portare spiacevoli ricadute sugli stessi cittadini”. Infine, il vice presidente esprime ancora una considerazione riferita in particolare alla comunicazione, ambito di competenza del Copercom: “Non è possibile liquidare certe espressioni di leader politici come ‘gioco delle parti’ o come ‘confronto democratico’. Stiamo assistendo a una vera e propria deriva comunicativa che, oltre a non favorire le importanti decisioni sul governo attese da tutti gli italiani, rischia di creare tensioni sociali, dividendo l’Italia come ai tempi dei guelfi e dei ghibellini, esasperando una situazione già di per sé carica di incognite. Quando poi si giunge a minacce esplicite, come quelle subite dal Presidente della Repubblica, attraverso i social, ci si dovrebbe rendere conto che si è superato il limite di un sano e articolato dibattito politico. I personaggi più influenti della vita politica nazionale si dovrebbero rendere conto del peso delle proprie parole e dei propri gesti, sapendo – conclude Borsa – che, se male interpretati, potrebbero portare a discorsi di odio o ad azioni inconsulte, temibili, destabilizzanti con esiti (conoscendo alcune fasi della storia italiana) che nessuno si può augurare”.

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