Gerusalemme: p. Sale (La Civiltà Cattolica), “polveriera che può esplodere da un momento all’altro”. Solo “soluzione condivisa” potrà risolvere conflitto araboisraeliano

“A motivo dell’importanza che Gerusalemme ha per le tre grandi confessioni religiose, tutto quello che avviene in essa ha ripercussioni internazionali”. Ne è convinto p. Giovanni Sale, che con queste parole conclude la sua analisi politica sulla questione di Gerusalemme capitale. Nel suo contributo intitolato “Gerusalemme”, pubblicato nel secondo volume di “Accènti” (205 pagine) – collana di e-book monografici della rivista – il gesuita richiama la dichiarazione di Trump su Gerusalemme del 6 dicembre 2017 e la lunga scia di reazioni internazionali, definendola “difficile da comprendere” sul piano “specificatamente geopolitico”. Lo Stato ebraico, spiega, “nacque a prescindere da Gerusalemme”, città sacra alla quale fanno riferimento circa tre miliardi di persone nel mondo, “che entrò a pieno titolo nella storia dello Stato di Israele, divenendone, per motivi sia politici sia religiosi, un elemento costitutivo” dopo le guerre del 1948 e 1967. E quando l’Onu, il 9 dicembre 1949, approvò la proposta di internazionalizzazione della città, Ben-Gurion decise immediatamente di spostare la Knesset e diversi ministeri a Gerusalemme, lanciando alla comunità internazionale il chiaro segnale che “Israele non era intenzionata a ‘mollare’ sullo status della città”, mentre “la comunità internazionale – Stati Uniti e Inghilterra in primis – continuò a tenere le proprie ambasciate a Tel Aviv e a non riconoscere a Gerusalemme il rango di capitale di Israele. Nel 1980 la legge del Parlamento israeliano che la dichiarava “capitale unica e indivisibile dello Stato ebraico”, definita “nulla e priva di validità” dall’Assemblea Onu. Questa, in estrema sintesi, la situazione. Di qui la conclusione di p. Sale: “Questa città è come una polveriera che per motivi religiosi può esplodere da un momento all’altro, mandando in frantumi uno status quo accolto e contestato allo stesso tempo dalle comunità che la abitano. Pertanto, il conflitto araboisraeliano non sarà mai risolto finché non si troverà una soluzione condivisa su Gerusalemme”.

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