Strage di Capaci: Mattarella, “con mezzi disumani la mafia ha perseguito, e ancora persegue, finalità eversive” ma “verrà sconfitta”

“Con mezzi disumani la mafia ha perseguito, e ancora persegue, finalità eversive”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 26° anniversario della strage mafiosa di Capaci, che il 23 maggio 1992 “spezzò la vita di Giovanni Falcone, della moglie, il magistrato Francesca Morvillo, e di tre uomini della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani”. “La memoria del loro impegno e il loro sacrificio – osserva il Capo dello Stato – sono divenuti parte della coscienza civile e democratica del Paese, e costituiscono un riferimento prezioso per la comunità nazionale”. Per Mattarella, “Falcone ci ha dimostrato che la civiltà, la legalità, la Costituzione, possono prevalere su chi le minaccia e vuole destabilizzarle”. “Il ricordo di Falcone – prosegue il presidente della Repubblica – è indissolubilmente legato a quello di Paolo Borsellino, ucciso con analoga brutalità a due mesi di distanza, insieme ad altri servitori dello stato, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Claudio Traina”. “Falcone e Borsellino ebbero l’intelligenza e il coraggio di colpire l’organizzazione mafiosa come prima non si era fatto” e dal loro lavoro “scaturirono anche metodi di indagine più moderni, oltre che proposte organizzative e legislative che hanno consentito azioni di contrasto più efficaci”. “Tanti successi – rileva Mattarella – sono stati ottenuti, grazie al valore e all’abnegazione di uomini dello stato. E la forza della legalità non si fermerà davanti alle nuove strategie mafiose”. Il Capo dello Stato è certo che “la mafia verrà sconfitta”. “Il testimone che i due magistrati ci hanno consegnato camminerà ‘sulle gambe di altri uomini’, come ebbe a dire lo stesso Giovanni Falcone”.

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