Diocesi: Venezia, domani sera al Giambellino la veglia ecumenica di Pentecoste presieduta da mons. Delpini. Domenica “Festa delle genti” a Santo Stefano

In occasione Pentecoste, l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, presiederà due importanti celebrazioni. Domani sera, dalle 20, la veglia ecumenica al Giambellino, quartiere laboratorio di integrazione. La prima tappa su “Legami feriti” sarà all’Istituto penale minorile Beccaria. Alle 20.30, sul piazzale della parrocchia di San Giovanni Battista alla Creta, la seconda tappa dal titolo “Lasciatevi riconciliare”. Poi si proseguirà arrivando alla Casetta verde di via Odazio, per la sosta “Ricostruiamo la casa”. Infine, in largo Giambellino, presso la parrocchia del Santo Curato d’Ars, si approfondirà il tema “Il miracolo dello Spirito: sinfonia di voci”. “La veglia ecumenica di Pentecoste è una delle attività principali che il Consiglio delle Chiese cristiane (Cccm) promuove dalla sua fondazione, quindi da 20 anni”, sottolinea la presidente, Sara Comparetti. “L’interesse e l’obiettivo del Cccm è realizzare la veglia sul territorio, cercando di scegliere sempre decanati diversi e, possibilmente, periferici. Quest’anno abbiamo individuato il Giambellino. La risposta – prosegue – è stata ottima: così, con un lavoro congiunto tra Consiglio e Decanato, si sono elaborati Veglia e percorso. Anche i fedeli egiziani copti che nel Decanato hanno una buona presenza, sono stati coinvolti”.
Il giorno successivo, domenica 20 maggio, mons. Delpini presiederà alle 11 nella basilica di Santo Stefano Maggiore la celebrazione eucaristica in occasione della “Festa delle genti”, iniziativa che proseguirà con un pranzo comunitario e momenti di incontro nel pomeriggio. Saranno presenti fedeli di diversa origine ed in particolare i cristiano cattolici latinoamericani e filippini che frequentano regolarmente la parrocchia. “La ‘Festa delle genti’ ci aiuta a comprendere che lo Spirito guida la storia e ci incoraggia, come uomini di fede, a non avere paura dei cambiamenti”, sottolinea don Alberto Vitali, responsabile diocesano della Pastorale dei migranti, secondo cui “la Chiesa deve essere un laboratorio, capace di suggerire alla società che è possibile vivere nelle differenze ed elaborare progetti di convivenza”.

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