Cooperazione: nodi e prospettive dopo il bando di Aics per il settore profit 

(DIRE-SIR) – “Sì” al profit, ma a condizione che sia inclusivo e sostenibile e parta dai bisogni delle comunità: il messaggio è al centro di “Business e cooperazione allo sviluppo”, incontro ospitato dall’Università Roma Tre, animato da studenti, ong e soprattutto imprese. Al centro le prospettive nuove offerte dal primo bando dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) rivolto nello specifico al settore profit. “È stato rotto uno schema linguistico, un dogma, perché quando si diceva cooperazione si diceva necessariamente anche no profit” sottolinea Luca Petromarchi, rettore dell’Università Roma Tre. “Con il bando 2017 la cooperazione in Italia è cambiata in modo geniale, aprendosi alle aziende che fanno profitto e che lo fanno fare: ora può mutare anche il nostro impatto nel mondo”. Con gli esperti del dipartimento di Economia aziendale, Roma Tre ha collaborato alla redazione del bando, che nel 2017 ha messo a disposizione finanziamenti complessivi per quattro milioni e 800mila euro. Risorse da utilizzare nel rispetto di regole precise, spiega Grazia Sgarra, dirigente di Aics: “Va bene il business, ma a condizione che sia inclusivo e sostenibile e parta dai bisogni delle comunità”. L’assunto è che la cooperazione va distinta dall’internazionalizzazione. “Spesso i soggetti profit ci hanno approcciato pensando che l’Agenzia fosse l’istituzione chiamata a mettere risorse per favorire l’internazionalizzazione ma non è questo l’obiettivo di Aics” sottolinea Sgarra: “Per questo ci sono altri organismi, l’Istituto del commercio estero o il ministero per lo Sviluppo economico”. Secondo la dirigente, “l’obiettivo dell’Agenzia è lo sviluppo dei Paesi partner”. Le imprese, in questa prospettiva, sono enti esecutori: “I beneficiari devono essere le comunità e le istituzioni locali”. A intervenire all’incontro anche i rappresentanti di associazioni e aziende. Secondo Pier Luigi D’Agata, direttore generale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, “è importante trovare imprese disposte non solo a sviluppare progetti ma anche a supportare ong con sede in loco che abbiano piani specifici sostenibili sul piano economico e sociale”. Luca Barrera, responsabile di Cna Roma per progetti e formazione, evidenzia le potenzialità dei bandi per le piccole imprese. “Oggi – spiega – anche loro stanno cominciando a fare esperienze significative all’estero; di recente, le abbiamo accompagnate a prendere contatti in Africa”. Secondo Barrera, “a confermare la tendenza sono iniziative sul ‘matching’ sempre più richieste, anche in collegamento con i rappresentanti delle Camere di commercio italiane all’estero”. (www.dire.it)

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