Cooperazione: Grandi (Aics), 10 i principi per profit e sviluppo

(DIRE-SIR) – Il carattere innovativo, la qualità dei partenariati, l’impatto nella prospettiva degli Obiettivi di sviluppo: sono questi, è stato sottolineato oggi durante un incontro all’Università Roma Tre, i criteri chiave di valutazione del bando profit della Cooperazione italiana. A illustrare i principi che regolano il giudizio sulle “proposte tecniche” da parte delle imprese è stato anzitutto Luigi Grandi, dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). “L’orizzonte è realizzare progetti imprenditoriali che favoriscano il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo” ha sottolineato Grandi, elencando dieci criteri, validi per il bando 2017 e destinati a restare riferimento per il futuro. Secondo il rappresentante di Aics, “si va dalla coerenza tra le idee di business e l’attesa di risultati, al di là della disponibilità delle risorse economiche, fino a quella tra l’iniziativa proposta e gli Obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030”. “Altri criteri – ha sottolineato Grandi – sono il carattere innovativo e la qualità dei partenariati, sia per i soggetti di cooperazione che per gli alleati locali”. L’assunto di base, secondo il rappresentante di Aics, è che “l’imprenditore ha una logica diversa rispetto alle ong”. L’incontro di oggi  è intitolato “Business e cooperazione allo sviluppo”. Al centro l’analisi delle nuove prospettive offerte dal bando profit di Agenzia, con una dotazione complessiva di quattro milioni e 800mila euro, destinato a tre categorie di imprese. Presenti a Roma Tre, ateneo che ha collaborato alla redazione del bando, imprenditori, rappresentanti delle ong, studenti ed esperti. (www.dire.it)

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