Bitcoin: de la Iglesia Viguiristi (La Civiltà Cattolica), “moneta virtuale per antonomasia”. Nel 2016 “rivalutazione del 150% rispetto al dollaro”

Inventato dieci anni fa da un misterioso Satoshi Nakamoto – pseudonimo dietro cui si cela l’identità di una persona o di un gruppo di persone – il bitcoin è la moneta virtuale per antonomasia. Amato o odiato senza riserve, qualcuno vorrebbe regolamentarlo, altri come i Nobel per l’economia Stiglitz e Tirole addirittura abolirlo. A spiegare che cos’è, chi lo emette, quali siano funzionamento, benefici e rischi ci pensa p. Fernando de la Iglesia Viguiristi sul quaderno de “La Civiltà Cattolica” in uscita sabato prossimo. In estrema sintesi si tratta di una criptomoneta che non dipende da nessuna istituzione: è un file gestito da un apposito programma informatico che emette i bitcoin e ne stabilisce la quantità: 21 milioni nel 2040; oggi sono già 16 milioni. La sua rete rimpiazza il sistema finanziario attraverso la cosiddetta blockchain (rete di computer interconnessi). Nel 2013 ha superato la barriera dei 1.000 dollari e nel 2016 ha avuto una rivalutazione del 150% rispetto al dollaro.

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