Bitcoin: de la Iglesia Viguiristi (La Civiltà Cattolica), “devono sottostare a controlli applicati a transazioni ordinarie nel sistema bancario”

Nonostante lo straordinario rendimento avuto nel 2016 (rivalutazione del 150% rispetto al dollaro) sui bitcoin non mancano dubbi e interrogativi, afferma p. Fernando de la Iglesia Viguiristi sul quaderno de “La Civiltà Cattolica” in uscita sabato. La sua volatilità, spiega, è molto alta; le piattaforme di cambio non sono regolamentate, pertanto si tratta di monete fuori dall’ambito di copertura dei fondi statali di garanzia dei depositi; i “portafogli digitali non sono impenetrabili alla pirateria informatica”. In pratica si tratta di “un sistema senza controllo pubblico, non regolato da alcuna autorità monetaria” e privo di corso legale. Il Premio Nobel Stiglitz lo definisce “una roccaforte speculativa che contribuisce alla creazione della struttura propria di un paradiso fiscale virtuale”. Per l’autore dell’articolo le transazioni in criptomonete dovrebbero “rispettare la regola bancaria fondamentale di identificazione certa del titolare e di determinazione dell’origine, della natura e della destinazione dei fondi. La normativa applicabile faciliterebbe anche la lotta all’evasione fiscale, ma soprattutto al traffico presente nel cosiddetto deep web (web sommers0), che potenzialmente copre cyberdelitti e altre forme di crimine organizzato”. I bitcoin, conclude, “devono sottostare senza se e senza” ai controlli applicati alle transazioni ordinarie nel sistema bancario regolamentato”. Per questo la Commissione europea, a fine dicembre 2017, ha ricordato alle agenzie di controllo di allertare gli investitori sui rischi racchiusi nel bitcoin.

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