Economia e finanza: Santa Sede, mercati non sono in grado di “regolarsi da sé”. No a “oligarchia” dei grandi network

Sì alla “sana libertà di iniziativa”, no a “forme di oligarchia che alla fine nuocciono alla stessa efficienza del sistema economico”. È quanto si legge nel nuovo documento della Santa Sede su economia e finanza, in cui si stigmatizza il “crescente e pervasivo potere di importanti agenti e grandi networks economico-finanziari”, a causa dei quali “coloro che sarebbero deputati all’esercizio del potere politico, spesso disorientati e resi impotenti dalla sovranazionalità di quegli agenti e dalla volatilità dei capitali da questi gestiti, faticano nel rispondere alla loro originaria vocazione di servitori del bene comuni”. Per questo è “quanto mai urgente una rinnovata alleanza, fra agenti economici e politici, nella promozione di ciò che serve al compiuto sviluppo di ciascuna persona umana e della società tutta, coniugando nel contempo le esigenze della solidarietà con quelle della sussidiarietà”. I mercati non sono in grado di “regolarsi da sé”, la denuncia: “Oggi l’industria finanziaria, a causa della sua pervasività e della sua inevitabile capacità di condizionare e – in un certo senso – di dominare l’economia reale, è un luogo dove gli egoismo e le sopraffazioni hanno un potenziale di dannosità della collettività che ha pochi eguali”. Tra le pratiche stigmatizzate nel documento, i “casi di immoralità prossima, occasioni in cui molto facilmente si generano abusi e raggiri, specie ai danni della controparte meno avvantaggiata”.

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