Brasile: dialogo latinoamericano di etica ed economia con realtà ecclesiali ed ecumeniche in vista del G20 in Argentina

Oggi e domani a San Paolo del Brasile rappresentanti delle diverse confessioni religiose, teologi, economisti, esperti di sviluppo e di dialogo ecumenico si incontrano in occasione del terzo Dialogo su “Etica ed economia”. I partecipanti discuteranno tre questioni che si annunciano come centrali nel prossimo G20 che si terrà in Argentina: “le disuguaglianze e la giustizia di genere”, “i diritti e i sistemi di protezione sociale”, “l’attività estrattiva e lo sviluppo inclusivo”. Il Dialogo è convocato dal Segretariato per l’America Latina e i Caraibi della Pastorale sociale – Caritas (Selacc), dal Dipartimento di giustizia e solidarietà del Consiglio episcopale latinoamericano (Dejusol-Celam), dal Programma internazionale sulla democrazia, società e nuove economie dell’Università di Buenos Aires (Pidesone), dal Centro regionale ecumenico (Creas) e dalla Rete etica globale (Globethics). La conferenza dà continuità a un processo di riflessione svolto in due precedenti Dialoghi su etica ed economia. “Lo scopo di questi Dialoghi è di contribuire all’elaborazione di un documento che integrerà suggerimenti e contributi per promuovere un modello di sviluppo umano integrale, sulla base di conoscenze ed esperienze vissute dalle comunità cristiane e da organizzazioni religiose in America Latina e nei Caraibi, che hanno lavorato per la concretizzazione dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030”, si evidenzia nell’invito al convegno.

Il documento che sarà elaborato in questi giorni verrà poi presentato al Summit. Il Dialogo si articolerà in quattro seminari e vedrà la partecipazione di numerose altre realtà ecclesiali ed ecumeniche, delle comunità protestanti e di organizzazioni della società civile. Saranno presenti tra gli altri l’ex ministra brasiliana per lo Sviluppo sociale Teresa Campello e il rappresentante del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Pnud) in Argentina, René Mauricio Valdés, oltre a riconosciuti specialisti e docenti universitari.

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