Salute: mons. Trasarti (Fano), “eutanasia non risolve problema sofferenza. Occorre ripartire da cultura della vita”

“La sofferenza è un male da combattere: tutti – credenti e non – abbiamo il dovere di curare e, quando è possibile, guarire quanti sono afflitti da qualsiasi genere di infermità”. Lo sostiene mons. Armando Trasarti, vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola. Nel suo intervento alla terza e ultima giornata romana del convegno nazionale Cei di pastorale della salute, il presule afferma: “Il dolore, se non si può eliminare, si può però umanizzare e rendere luogo di un sentire solidale” e il problema della sofferenza “non si risolve con l’eutanasia, ma affrontando le cause che inducono chi soffre a chiederla. Occorre ripartire da una cultura della vita, eticamente fondata”. Le domande che la malattia suscita, prosegue mons. Trasarti, “necessitano di una risposta. La posta in gioco è alta: la vita con tutte le sue sfaccettature. La malattia stimola la ricerca di senso, l’affermazione dei valori, la tensione verso la trascendenza”. Per questo, “colui che si pone accanto al malato non cerca di dare risposte, ma accompagna la persona, sollecita la ricerca, indica la via”. Ecco, conclude il presule, “l’importanza dell’assistenza religiosa agli infermi: curare, guarire, assistere, soccorrere, infondere fiducia, conforto, speranza”.

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