Rapporto Istat: le diseguaglianze territoriali nelle reti di servizi

In Italia operano 1.344 strutture ospedaliere del Servizio sanitario nazionale, per un totale di 217mila posti letto (dati 2015). L’80% delle Asl garantisce l’offerta di dipartimenti d’emergenza di primo livello, circa il 50% quella di secondo livello. Ampie zone del Paese, in particolare nelle Isole, nel Lazio, in Abruzzo e in alcune parti del Nord-Est, non sono quindi in grado di fronteggiare emergenze di particolare gravità se non attraverso trasporti speciali. Lo afferma il Rapporto annuale dell’Istat presentato oggi a Roma. Le regioni da cui ci si sposta di più per avere prestazioni ospedaliere sono Molise, Basilicata e Calabria, le regioni più attrattive in questo senso sono, invece, Lombardia ed Emilia-Romagna.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, l’Istat sottolinea il sottoutilizzo da parte dei cittadini: gli utenti abituali di autobus, filobus e tram sono solo l’11,2% dei residenti e quattro italiani su cinque (dai 2016) si spostano giornalmente per motivi di lavoro con mezzi privati. Il cosiddetto “tasso di motorizzazione” è di 625 autovetture ogni 1.000 abitanti (555 in Germania, 492 in Spagna, 479 in Francia). Nel biennio 2015-2016 il trasporto pubblico locale ha recuperato una parte della flessione registrata nei quattro anni precedenti, ma da questa ripresa è rimasto escluso il Mezzogiorno, che pure aveva accumulato la perdita di gran lunga maggiore.
La rete delle organizzazioni non-profit contava nel 2015 su oltre 330mila entità, con 788mila dipendenti e 5,5 milioni di volontari, in aumento rispetto agli anni precedenti.

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