Rapporto Istat: decisiva per le persone la solidità economica della famiglia

“La solidità economica della famiglia è determinante nelle scelte di vita, scolastiche e lavorative dell’individuo”. Lo scrive l’Istat nel Rapporto Annuale presentato oggi a Roma. L’Istituto nazionale di statistica ha definito il concetto di “dote familiare” per le persone, misurandolo sulla base della solidità della famiglia in termini di occupazione e istruzione dei genitori e di proprietà della casa. In questa chiave, nel 2016, il 43,5% degli individui disponeva di una dote “bassa”, il 48,2% di una dote “media” e l’8,4% di una dote “alta”. Nel 2017 le famiglie senza percettori di redditi da lavoro erano 2,1 milioni, in riduzione del 3,5% rispetto all’anno precedente.
Più in generale, l’Istat rileva una “crescita sostenuta” del numero di occupati anche nel 2017: +265 mila, l’1,2% in più. Aumentano soprattutto gli occupati tra le donne e tra gli over 50, mentre l’unica area geografica con un saldo negativo è il Mezzogiorno (-4,8%). E’ il quarto anno consecutivo di crescita dell’occupazione, che si avvicina al livello pre-crisi (manca ancora lo 0,7%) ma resta comunque lontana dalla media Ue. Quasi il 90% della nuova occupazione viene dai servizi, mentre il settore agricolo è l’unico in calo (-1,4%). Stretta appare la correlazione tra occupazione e livello d’istruzione, anche se le mansioni concretamente svolte spesso non corrispondono al titolo di studio. L’aumento degli occupati riguarda prevalentemente i contratti a termine (+298 mila) e in misura inferiore i lavoratori dipendenti a tempo pieno (+99 mila). Per il quarto anno consecutivo, anche se in misura inferiore rispetto all’anno precedente, nel 2017 sono diminuiti gli inattivi tra i 15 e i 64 anni. Analoga tendenza tra i giovani 15-29 anni non occupati e non in formazione (i Neet), che diminuiscono dell’1,1% dopo il forte calo del 2016.

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