Scontri a Gaza: Oxfam, “situazione umanitaria disperata. Chiusura dei valichi impedisce rifornimento cibo, acqua e carburante”

“La prolungata chiusura dei valichi per Gaza rischia di aggravare la già disastrosa crisi umanitaria in corso, impedendo alla popolazione il rifornimento di beni essenziali come cibo, acqua e carburante”. E l’allarme lanciato oggi da Oxfam, dopo i gravissimi fatti degli ultimi giorni. Dieci anni di blocco da parte di Israele hanno infatti causato il collasso delle infrastrutture e dei servizi di base per 2 milioni di abitanti intrappolati nella Striscia, in maggioranza rifugiati, ormai allo stremo. “La situazione umanitaria è disperata e quasi la metà della popolazione non ha cibo a sufficienza, con un tasso di disoccupazione arrivato oltre il 40% e circa 23.550 persone ancora senza casa dalla guerra del 2014″, denuncia l’organizzazione umanitaria. “Il valico Kerem Shalom, uno dei pochissimi punti di accesso per i beni e gli aiuti in entrata e uscita da Gaza, dopo essere rimasto danneggiato negli scontri di due giorni fa, al momento è chiuso o aperto solo per il passaggio di pochissimi beni essenziali – ha detto Paolo Pezzati, policy advisor di Oxfam Italia per le emergenze umanitarie –. Andando avanti così, la popolazione rimarrà presto senza carburante, vitale per l’irrigazione dei pochi campi rimasti, che possono permettere alla popolazione di non morire di fame, così come per la desalinizzazione dell’acqua marina, da cui dipende l’accesso all’acqua potabile del 90% della popolazione di Gaza”. Al momento Oxfam è al lavoro dentro la Striscia per riparare e rendere funzionanti il maggior numero possibile di pozzi ma “è altissimo il rischio di un ulteriore aumento dei prezzi dei beni alimentari che sarebbe il colpo di grazia per tantissime famiglie”. “Condanniamo fermamente l’uccisione di oltre 60 dimostranti, che si è consumata negli ultimi giorni – continua Pezzati – La comunità internazionale deve agire immediatamente per porre fine alle violenze e assicurare un contenimento dell’escalation della crisi. È necessario avviare immediatamente un’indagine indipendente sulle uccisioni avvenute in questi giorni, per accertare le violazioni del diritto internazionale e consegnare alla giustizia i colpevoli”. Oxfam al momento sta aiutando 258.000 persone a Gaza fornendo cibo, acqua e servizi igienici vitali.

 

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