Gaza: Guterres (Onu), “violenza in atto sottolinea l’urgente necessità di una soluzione politica”

(da New York) “Profondamente allarmato dalla forte escalation di violenze e dall’elevato numero di palestinesi uccisi e feriti nelle proteste di Gaza “, Antonio Guterres, segretario delle Nazioni Unite, affida al portavoce Farhan Haq una dichiarazione sugli scontri al confine con la Striscia di Gaza che solo ieri hanno provocato oltre 50 morti e duemila feriti: “La violenza in atto sottolinea l’urgente necessità di una soluzione politica”. Il segretario generale ribadisce che “non esiste un’alternativa praticabile alla soluzione di due Stati, con Palestina e Israele che vivono fianco a fianco in pace, ciascuno con la sua capitale a Gerusalemme”, ha aggiunto il portavoce. Gutierrez ha invitato le “forze di sicurezza israeliane ad esercitare la massima moderazione nell’uso del fuoco vivo, mentre Hamas e i leader delle manifestazioni hanno la responsabilità di prevenire tutte le azioni violente e le provocazioni”. Il bilancio di vittime palestinesi è il più alto dall’inizio delle manifestazioni guidate da Hamas lungo il muro di confine con i territori israeliani.

Da circa sei settimane, infatti, si è dato il via alla “grande marcia del ritorno” e migliaia di palestinesi hanno protestato contro il blocco dell’enclave di Gaza. L’annuncio dell’apertura dell’ambasciata americana a Gerusalemme ha innalzato il livello di scontro con Israele che accusa Hamas, la Jihad islamica e altri militanti “di usare donne, bambini e civili anziani per compiere attacchi terroristici”. Guterres, prevedendo un escalation di manifestazioni nei prossimi giorni, considera “un imperativo la moderazione di tutte le parti in causa per evitare ulteriori perdite di vite umane, garantendo tra l’altro che tutti i civili e in particolare i bambini non siano messi in pericolo”.

Intanto l’organismo delle Nazioni Unite che monitora l’attuazione della convenzione sull’eliminazione della discriminazione razziale ha esortato Israele a “porre immediatamente fine all’uso sproporzionato della forza contro i manifestanti palestinesi ed astenersi da qualsiasi atto che potrebbe portare a nuove vittime”. Gli ospedali riferiscono che le forniture mediche, i farmaci e le attrezzature essenziali sono già finiti e serve garantire non solo aiuti umanitari, ma un accesso rapido e senza impedimenti alle cure mediche per i feriti. Intanto il Comitato delle Nazioni Unite sull’esercizio dei diritti inalienabili del popolo palestinese continua a non riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e chiede che lo status della città sia regolato da negoziati che tengano conto delle differenti sensibilità religiose e politiche.

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