Salute: don Angelelli (Cei), “rallentare, focalizzare, fissare lo sguardo”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Rallentare, focalizzare, fissare lo sguardo”. Sono i tre verbi consegnati da don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, ai partecipanti al XX convegno nazionale “Uno sguardo che cambia la realtà. La pastorale della salute tra visione e concretezza” che si è aperto oggi a Roma (fino al 16 maggio) per iniziativa dello stesso Ufficio. Nel suo saluto introduttivo, Angelelli ammonisce: “C’è la necessità di rieducare il nostro sguardo, dobbiamo imparare a rivedere e rileggere la realtà”. Di qui la consegna di tre verbi. “Il primo è rallentare. Dobbiamo andare tutti un po’ più piano per poter leggere meglio i contesti in cui viviamo anziché vederli in fretta e di sfuggita come i paesaggi dal finestrino del treno”. Poi “bisogna focalizzare, ossia mettere a fuoco lo sguardo sulla realtà per scorgerne i dettagli e la profondità delle cose”. Terzo e ultimo “fissare”. Gesù, conclude Angelelli, “ci ha insegnato a fissare lo sguardo, ossia ad andare oltre ciò che si vede, ad andare a fondo. In ambito sanitario se io guardo vedo il malato, se vado un po’ più in profondità vedo la persona, se vado ancora più in profondità vedo la sua anima”. Sullo sguardo, tema del convegno, si sofferma anche Gianni Cervellera, presidente Aipas (Associazione italiana di pastorale sanitaria), spiegando che la scelta dell’icona dell’evento, un iceberg, invita a capovolgere l’immagine perché ciò che non si vede, e che bisogna imparare a vedere, è molto più di ciò che è visibile al primo sguardo.

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