Papa a San Giovanni in Laterano: Asolan (Lateranense), “stanchezza” delle parrocchie e “mancanza di comunione”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Stanchezza: è questo “lo stato d’animo più ricorrente” nelle parrocchie. Lo ha detto don Paolo Asolan, del Pontificio Istituto pastorale “Redemptor Hominis” della Pontificia Università Lateranense, presentando questa sera a Papa Francesco – arrivato puntuale alle 19 nella basilica di San Giovanni in Laterano per il tradizionale incontro con la sua diocesi – una sintesi dei lavori di parrocchie e prefetture su alcune delle “malattie spirituali” elencate dall’Evangelii gaudium. La “crescita a dismisura del soggetto”, per cui “stentiamo a vivere come persone in relazione”, l’altra malattia citata da Asolan, che ha fatto presente come nelle nostre comunità ci sia un “eccessivo senso di appartenenza alla propria comunità” che, tra le sue conseguenze, produce “una mancanza di comunione preoccupante”. Nella diocesi di Roma, inoltre, “c’è un eccessivo numero di iniziative pastorali, non organicamente pensate, molto frammentate”, grazie alle quali si passa “da un incontro all’altro, da una proposta all’altra senza esserne coinvolti”. C’è poi  “il problema della schiavitù del tempo vissuto come tiranno, che non consente altro che una vita alienata”, resa più complessa anche dall’immersione nei nuovi media, che rendono annuncio verbale del Vangelo e la relazione faccia a faccia qualcosa di non più scontato”. La formazione in diocesi, ha detto inoltre Asolan, è spesso pensata “come ripetizione della propria esperienza, magari consegnata ai più giovani tale e quale come la si era vissuta, senza conoscenza dei bisogni e del contesto”.

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