Chiese orientali: card. Sandri, giovani libanesi consegnano una lettera di invito al Papa per visitare il Libano

“Una lettera indirizzata a Papa Francesco per fargli conoscere il desiderio di poterlo accogliere presto in Libano”: a consegnarla ieri al card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, sono stati quattro giovani che hanno partecipato all’Assemblea in preparazione del Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, svoltasi a Roma la settimana precedente la domenica delle Palme. Lo riferisce in una nota la Segreteria del prefetto che ieri è rientrato in Italia dopo un viaggio pastorale in Libano. I giovani rappresentanti dei loro coetanei maroniti, greco-melkiti, siro-cattolici ed armeno cattolici – assente solo la giovane musulmana per un viaggio all’estero – hanno espresso “la propria gratitudine e la propria gioia per la preziosa opportunità avuta per vivere una esperienza di ascolto da parte del Santo Padre Francesco anzitutto e di tutta la Chiesa” e l’auspicio che “tale stile possa contraddistinguere sempre più anche tutte le Chiese locali, cominciando da quelle del Medio Oriente cui loro appartengono”. Durante l’incontro con il card. Sandri, i giovani hanno sottolineato “anche la particolare condizione che si trovano a vivere: da un lato, la sofferenza degli ultimi anni di guerre e violenze, insieme al fenomeno che spinge molti a dubitare di poter costruire un futuro nei propri Paesi di nascita, dall’altro l’emergere della fede come di un vero e proprio tesoro prezioso, un dono che consente di attraversare anche le pagine più oscure dell’esistenza di una famiglia o di una società, questo forse in controtendenza con alcuni fenomeni di secolarizzazione dilagante che prende le Nazioni con maggiore benessere ma un senso della vita talora più povero”. “Il clima complessivo del colloquio – fa sapere la segreteria del Prefetto – è stato molto costruttivo e gioioso, le eventuali osservazioni sono state sempre vissute con grande spirito di collaborazione e di amore alla Chiesa e al suo cammino”. Dal canto suo il cardinale, e con lui anche l’incaricato d’affari della Nunziatura, mons. Ivan Santus, ha ringraziato per “la preziosa opportunità di incontro, e ribadito come la prima riforma e rivoluzione parta dal cuore di ciascuno di noi, ancor più da quello di giovani come loro, che devono essere testimoni credibili dentro la loro società, non solo denunciando le eventuali corruzioni o connivenze dei poteri, ma impegnandosi in prima persona per il sorgere di un’alba più limpida e luminosa, nel Paese e nelle Chiese”.

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