Papa Francesco: il 14 maggio al Laterano incontra la sua diocesi sulle “malattie spirituali”

foto SIR/Marco Calvarese

Un incontro della diocesi con il suo vescovo, Papa Francesco, concluderà il cammino avviato dalle parrocchie e dalle prefetture, nel tempo di Quaresima, sulle “malattie spirituali”. L’appuntamento – informa il Vicariato di Roma – è per lunedì prossimo, 14 maggio, alle 19 nella basilica di San Giovanni in Laterano. Si comincerà con un momento di preghiera; seguirà una sintesi dei lavori pervenuti dalle parrocchie curata da una Commissione diocesana, di cui sarà portavoce don Paolo Asolan, professore al Pontificio Istituto pastorale “Redemptor Hominis” della Pontificia Università Lateranense. Quindi l’intervento del Papa. All’appuntamento parteciperanno l’arcivescovo vicario della diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, i vescovi ausiliari, i sacerdoti, i religiosi e le religiose e centinaia di laici provenienti dalle parrocchie e dalle altre realtà ecclesiali della diocesi di Roma, nonché i rappresentanti delle aggregazioni ecclesiali, delle cappellanie e delle scuole cattoliche della città. Per consentire una più ampia partecipazione, nel cortile del Vicariato saranno predisposte 1.700 sedie e un maxischermo. L’incontro è stato annunciato nei giorni scorsi da mons. De Donatis, con una lettera indirizzata alla diocesi. “Stanno giungendo qui in Vicariato attraverso i vescovi ausiliari – scrive il presule – le relazioni che sintetizzano il percorso che abbiamo vissuto. Il materiale che raccogliamo verrà donato al Papa, affinché possa vedere come la sua diocesi si interroga sulle fatiche nell’annunzio della gioia evangelica”. A fare da filo conduttore al lavoro svolto finora, le indicazioni consegnate dal Santo Padre nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium. Ora, spiega De Donatis, “sarà proprio il Papa a indicarci la ‘terapia’ per uscire dalle malattie che abbiamo individuato”. Di qui l’invito a partecipare all’incontro, “un momento di Grazia che ci farà crescere nella dimensione spirituale e comunitaria”. Poi, anticipa l’arcivescovo nella missiva, a giugno “tutte le comunità rifletteranno sulle indicazioni che Papa Francesco vorrà darci”. In questo modo “ci prepareremo al prossimo anno pastorale, che si aprirà in settembre con un’altra tappa del nostro cammino, quando ci raduneremo per tradurre tutti gli orientamenti emersi in linee operative per la vita spirituale e l’azione pastorale”. L’economia dell’esclusione, l’accidia egoista, l’individualismo comodo, la guerra tra noi, il pessimismo sterile, la mondanità spirituale: sono queste le “malattie spirituali”. La riflessione sul tema era iniziata, nella diocesi di Roma, su impulso del vicario a pochi giorni dall’inizio della Quaresima, con una lettera – inviata ai sacerdoti e ai diaconi lo scorso 30 gennaio – in cui invitava a far par partire un confronto su queste “malattie spirituali” nelle parrocchie e nelle prefetture. A supporto della proposta, il Consiglio episcopale aveva redatto un dépliant intitolato “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati”, spedito dal vicario insieme alla lettera. Il risultato di questo discernimento è quanto verrà presentato al Santo Padre.

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