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Papa a Loppiano: “umiltà, apertura, sinergia, capacità di rischio”. “Cultura dell’incontro e civiltà dell’alleanza”. “Fedeltà creativa” per essere “artigiani del discernimento comunitario”

(Foto Vatican Media/SIR)

“La storia di Loppiano non è che agli inizi. È un piccolo seme gettato nei solchi della storia e già germogliato e rigoglioso, ma che deve mettere radici robuste e portare frutti sostanziosi, a servizio della missione di annuncio e incarnazione del Vangelo di Gesù che la Chiesa oggi è chiamata a vivere. E questo chiede umiltà, apertura, sinergia, capacità di rischio”. Nella parte conclusiva del suo discorso, infarcito di aggiunte a braccio, il Papa si è soffermato sul futuro della cittadella internazionale del Movimento dei Focolari, seconda tappa del suo viaggio pastorale cominciato a Nomadelfia. “Le urgenze, spesso drammatiche, che ci interpellano da ogni parte non possono lasciarci tranquilli, ma ci chiedono il massimo, confidando sempre nella grazia di Dio”. “Nel cambiamento di epoca che stiamo vivendo – la proposta – occorre impegnarsi non solo per l’incontro tra le persone, le culture e i popoli e per un’alleanza tra le civiltà, ma per vincere tutti insieme la sfida epocale di costruire una cultura condivisa dell’incontro e una civiltà globale dell’alleanza”. “Cultura dell’incontro e civiltà dell’alleanza: questa è la sfida”, ha aggiunto a braccio. “Come un arcobaleno di colori in cui si dispiega a ventaglio la luce bianca dell’amore di Dio! E per far questo occorrono uomini e donne – giovani, famiglie, persone di tutte le vocazioni e professioni – capaci di tracciare strade nuove da percorrere insieme”. “Il Vangelo è sempre nuovo”, ha proseguito ancora fuori testo: “la Risurrezione di Gesù ci parla di giovinezza e ci fa chiedere una rinnovata giovinezza. Sempre andare avanti con creatività!”. La sfida, per il Papa, “è quella della fedeltà creativa: essere fedeli all’ispirazione originaria e insieme essere aperti al soffio dello Spirito Santo e intraprendere con coraggio le vie nuove che lui suggerisce”. “Per me – ha rivelato a braccio – l’esempio più grande è quello che si legge negli Atti degli Apostoli, che sono stati capaci di restare fedeli all’insegnamento di Gesù e di avere il coraggio di fare tante pazzie, di andare dappertutto, perché sapevano coniugare questa fedeltà creativa”. Di qui la necessità del “discernimento comunitario”: “Occorre l’ascolto di Dio fino a sentire con Lui il grido del Popolo, e occorre l’ascolto del Popolo fino a respirarvi la volontà a cui Dio ci chiama. I discepoli di Gesù debbono essere dei contemplativi della Parola e dei contemplativi del Popolo di Dio. Siamo chiamati tutti a diventare degli artigiani del discernimento comunitario. È questa la strada perché anche Loppiano scopra e segua passo passo la via di Dio a servizio della Chiesa e della società”.

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