Papa a Loppiano: no a “quieto vivere, perbenismo o ipocrisia”. “La memoria è la cornice della vita”. “Chiedere la grazia dell’umorismo”

“Parresia e hypomoné”: due “parole-chiave del cammino della comunità cristiana”. Ad affidarle al Movimento dei Focolari – ringraziando subito i presenti: “Grazie per quello avete fatto!” – è stato il Papa, nel suo discorso a Loppiano. Parresia, ha ricordato Francesco a proposito di una parola che gli è cara, “dice lo stile di vita dei discepoli di Gesù: il coraggio e la sincerità nel dare testimonianza della verità e insieme la fiducia in Dio e nella sua misericordia”. “Ci vuole parresia nella fede, nella vita e anche nella preghiera”, ha aggiunto a braccio. “La parresia esprime la qualità fondamentale nella vita cristiana: avere il cuore rivolto a Dio, credere nel suo amore, perché il suo amore scaccia ogni falso timore, ogni tentazione di nascondersi nel quieto vivere, nel perbenismo o addirittura in una sottile ipocrisia”. “Tutti tarli che rovinano l’anima”, il commento a braccio: “No”, ha detto Francesco: “Occorre chiedere allo Spirito Santo la franchezza – sempre unita al rispetto e alla tenerezza – nel testimoniare le opere grandi e belle che Dio compie in noi e in mezzo a noi. E anche nelle relazioni dentro la comunità occorre essere sempre sinceri, franchi, non paurosi né pigri, né ipocriti. Aperti. Non stare in disparte per seminare zizzania e mormorare, ma sforzarsi di vivere da discepoli sinceri e coraggiosi in carità e verità”. “Seminare zizzania distrugge la Chiesa, distrugge la comunità, distrugge anche la propria vita”, ha ricordato a braccio il Papa ritornando sul tema dei “terroristi” delle chiacchiere. E poi “hypomoné”, che “possiamo tradurre come il sotto-stare, il rimanere e imparare ad abitare le situazioni impegnative che la vita ci presenta”, ha spiegato il Papa, esortando a “tenere ferma questa scelta anche a costo di difficoltà e contrarietà, sapendo che questa costanza, questa fermezza e questa pazienza producono la speranza. E la speranza non delude mai”. “Vivere con tenacia, serenità, positività, fantasia… e anche con un po’ di umorismo, persino nei momenti più difficili”, la consegna di Francesco: “Chiedete la grazia dell’umorismo, è l’atteggiamento umano che più si avvicina alla grazia di Dio!”, ha aggiunto a braccio. “Quando un uomo e una donna chiude la chiave della memoria, incomincia a morire”, il monito ancora fuori testo a proposito degli oltre 50 anni del Movimento dei Focolari: “I frutti dell’albero sono possibili perché l’albero ha le radici. Se tu non hai memoria sei uno sradicato: Memoria, questa è la cornice della vita”.

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