Educazione: Save the Children, “in 18 Paesi attacchi deliberati contro studentesse e educatrici”. Scuole e università utilizzate per reclutamento di bambini soldato

In 18 dei Paesi esaminati nel rapporto “Educazione sotto attacco”, edizione 2018, realizzato dalla Global Coalition to Protect Education from Attack di cui fa parte Save the Children, “gli attacchi contro l’educazione hanno deliberatamente scelto come target studentesse e educatrici. Gruppi estremisti hanno bombardato o incendiato scuole femminili, oppure ucciso, ferito, minacciato studentesse e docenti donne”. Circa un quarto degli attacchi segnalati contro le scuole in Afghanistan, per esempio, ha avuto per obiettivo “scuole femminili”. Allargando l’analisi a livello globale, “gruppi armati hanno abusato sessualmente o stuprato donne e bambine all’interno delle scuole o nelle loro prossimità, come accaduto nella Repubblica Democratica del Congo, dove nel 2017 milizie armate avrebbero sequestrato otto bambine da una struttura scolastica, perpetrando su di loro violenza sessuale per tre mesi”.
Tra il 2013 e il 2017, inoltre, “scuole e università in 29 Paesi sono state utilizzate come basi, caserme, centri di detenzione o per altri scopi militari. Tale uso delle strutture accresce il rischio di attacchi da parte delle forze avversarie sulle scuole e le università coinvolte e di reclutamento di bambini in gruppi armati, così come contribuisce a aumentare le possibilità che studenti e educatori diventino il target di violenza sessuale”. Tra gennaio e febbraio 2015, per esempio, “una scuola in Ucraina, utilizzata da diverse forze e gruppi armati per immagazzinare armi, è stata colpita in sei occasioni”.
Forze e gruppi armati hanno reclutato bambini soldato nelle scuole in 16 dei 28 Paesi analizzati. In un episodio avvenuto nel dicembre 2013, 413 bambini provenienti dalle scuole della città di Rubkona, nel Sud Sudan, sono stati reclutati con la forza e inviati a combattere.

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