Crisi demografica: Blangiardo (Milano Bicocca), sostegni a natalità, politiche fiscali, economiche, abitative per famiglie, tariffe più eque, servizi prima infanzia

“Avviare una seria politica demografica e familiare sostenendo la natalità non con misure disorganiche o frammentarie, ma con provvedimenti strutturali che aiutino realmente le coppie ad avere figli. Non basta il bonus bebé; servono serie politiche economiche, fiscali e abitative a favore delle famiglie, un sistema di tariffe più equo, servizi per la prima infanzia adeguati e a basso costo, congedi e misure di conciliazione famiglia-lavoro”. È la “ricetta” indicata in un’intervista al Sir da Gian Carlo Blangiardo, docente di demografia presso l’Università di Milano Bicocca, per tentare di invertire l’allarme demografico rilanciato nei giorni scorsi dall’Istat attraverso il Report sul futuro demografico del Paese secondo il quale nel 2065 la popolazione italiana sarà pari a 54,1 milioni – con una flessione rispetto al 2017 di 6,5 milioni – fra 30 anni l’innalzamento dell’età media sarà pari a cinque anni e tra il 2045 e il 2050, il 34% degli italiani avrà più di 65 anni. Per Blangiardo non c’è più tempo da perdere, occorre prendere atto di una realtà già nota “per iniziare a governare il cambiamento”. Oltre alle misure suindicate,  l’esperto suggerisce di innalzare “la soglia di pensionamento per chi è ancora in grado di produrre”. E ai giovani, compresi i suoi figli, chiede di “recuperare parole come sacrificio, voglia di rimboccarsi le maniche, capacità di accettare con coraggio e buon senso i rischi che la vita comporta” senza troppo rinviare in attesa di certezze la decisione di avere bambini, perché per invertire la tendenza in atto “ognuno deve fare la propria parte”.

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