Siria: Save the Children, “pochissimi medici e farmaci per assistere i feriti a Duma”

Nell’area del Ghouta orientale da inizio 2018a metà febbraio ogni due giorni un’ambulanza è stata attaccata e ogni tre giorni un operatore sanitario è rimasto ferito o ucciso. “Siamo inorriditi dall’attacco avvenuto a Duma. È chiaro che ancora una volta i bambini sono stati uccisi e feriti in modo indiscriminato. I nostri partner riferiscono di aver aiutato bambini in preda a soffocamento, con schiuma alla bocca, convulsioni, in una situazione di caos”, ha dichiarato Sonia Khush, direttrice della risposta in Siria di Save the Children. Dall’inizio del 2018 alla metà di febbraio nell’area est di Ghouta sono state uccise più di 600 persone, oltre 2000 sono state ferite e più di 60 scuole sono state distrutte o danneggiate dai bombardamenti, obbligando 57.000 alunni a interrompere o abbandonare la scuola. Ogni due giorni un’ambulanza è stata attaccata e ogni tre giorni un operatore sanitario è rimasto ferito o ucciso; nel solo mese di febbraio, inoltre, 24 strutture sanitarie della zona sono state attaccate. Come denunciano gli operatori umanitari sul posto, ad assistere i civili colpiti dall’attacco, a Duma, vi sono solo pochi medici. La maggior parte dei medici pienamente qualificati, infatti, ha già abbandonato la città. Ad aggravare la situazione anche la grave carenza di materiale farmaceutico-sanitario. “I bambini dell’area est di Ghouta patiscono già da cinque anni l’assedio e la violenza. Educazione, cibo e assistenza sanitaria sono stati negati loro e per ripararsi dagli attacchi sono stati costretti a dormire in scantinati per mesi. Ora, con migliaia di persone che fuggono dalle proprie case, coloro che sono sopravvissuti al bombardamento affrontano un destino incerto”, ha aggiunto Kush: “È necessario che il cessate il fuoco nazionale disposto dal Consiglio di sicurezza dell’Onu a febbraio sia attuato immediatamente e che alle Nazioni Unite e al Comitato Internazionale della Croce Rossa sia garantito l’accesso a tutte le aree della Ghouta orientale, inclusa la città di Duma. Dopo mesi di scontri intensi, i civili sfollati e coloro che sono restati a casa hanno bisogno urgente di supporto umanitario. Investigatori internazionali devono essere autorizzati a entrare a Duma per condurre un’indagine sull’attacco”.

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