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Papa Francesco: Gaudete et Exsultate, situazione dei migranti non è “marginale” o “tema secondario rispetto ai temi seri della bioetica”

foto SIR/Marco Calvarese

La situazione dei migranti non è “marginale”, o “un tema secondario rispetto ai temi ‘seri’ della bioetica”. Ad affermarlo è il Papa, che nella Gaudete et Exsultate mette in guardia da “due errori nocivi”. Da una parte, denuncia Francesco, ci sono quei cristiani che riducono il cristianesimo ad una “sorta di Ong”, separando le esigenze del Vangelo “dalla propria relazione personale con il Signore”. “Nocivo e ideologico – aggiunge però il Papa – è anche l’errore di quanti vivono diffidando dell’impegno sociale degli altri, considerandolo qualcosa di superficiale, mondano, secolarizzato, immanentista, comunista, populista. O lo relativizzano come se ci fossero altre cose più importanti o come se interessasse solo una determinata etica o una ragione che essi difendono”. Poi Francesco scende nei dettagli con un esempio concreto: “La difesa dell’innocente che non è nato deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo. Ma ugualmente sacra è la vita dei poveri che sono già nati, che si dibattono nella miseria, nell’abbandono, nell’esclusione, nella tratta di persone, nell’eutanasia nascosta dei malati e degli anziani privati di cura, nelle nuove forme di schiavitù, e in ogni forma di scarto”. “Spesso si sente dire che, di fronte al relativismo e ai limiti del mondo attuale – la denuncia del Papa – sarebbe un tema marginale, per esempio, la situazione dei migranti. Alcuni cattolici affermano che è un tema secondario rispetto ai temi ‘seri’ della bioetica”. “Che dica cose simili un politico preoccupato per i suoi successi si può comprendere, ma non un cristiano, a cui si addice solo l’atteggiamento di mettersi nei panni di quel fratello che rischia la vita per dare un futuro ai suoi figli”. “Non si tratta dell’invenzione di un Papa o di un delirio passeggero”, precisa Francesco, che cita l’Esodo sul forestiero: “Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi: tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto”. L’invito da raccogliere è inoltre quello del profeta Isaia, che spiega come ciò che è gradito a Dio “consiste nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti”.

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