Papa Francesco: Gaudete et Exsultate, no a pelagianesimo, la Chiesa non è “museo o possesso di pochi”

“Non siamo giustificati dalle nostre opere o dai nostri sforzi, ma dalla grazia del Signore che prende l’iniziativa”. Nella Gaudete et Exsultate, il Papa cita i padri della Chiesa per mettere in guardia dall’altra eresia antica che, insieme allo gnosticismo, minaccia ancora oggi la vita della Chiesa: il pelagianesimo. I nuovi pelagiani, spiega Francesco, sono coloro che credono nella “giustificazione mediante le proprie forze”, dando luogo ad un “autocompiacimento egocentrico ed elitario” e si manifesta “in molti atteggiamenti apparentemente diversi tra loro: l’ossessione per la legge, il fascino di esibire conquiste sociali e politiche, l’ostentazione nella cura della liturgia, della dottrina e il prestigio della Chiesa, la vanagloria legata alla gestione di faccende pratiche, l’attrazione per le dinamiche di auto-aiuto e di realizzazione autoreferenziale”. “Molte volte, contro l’impulso dello Spirito, la vita della Chiesa si trasforma in un pezzo da museo o in possesso di pochi”, la denuncia di Francesco, secondo il quale questo accade quando “alcuni gruppi cristiani danno eccessiva importanza all’osservanza di determinate norme proprie, di costumi o stili”. In questo modo, “gruppi, movimenti e comunità”, che “tante volte iniziano con un’intensa vita nello Spirito, poi finiscono fossilizzati o corrotti”. “Esiste una gerarchia delle virtù, che ci invita a cercare l’essenziale”, scrive il Papa a proposito della “pienezza” della fede cristiana, che si può riassumere “in un solo precetto: Amerai il prossimo come te stesso”. “In mezzo alla fitta selva di precetti e prescrizioni – l’immagine scelta da Francesco – Gesù apre una breccia che permette di distinguere due volti, quello del Padre e quello del fratello. Perché in ogni fratello, specialmente nel più piccolo, fragile, indifeso e bisognoso, è presente l’immagine stessa di Dio. Con gli scarti di questa umanità vulnerabile, alla fine del tempo, il Signore plasmerà la sua ultima opera d’arte”.

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