Papa Francesco: Gaudete et Exsultate, gnosticismo pericolo anche nella Chiesa. Anche in vite “disastrose” c’è Dio. Nella Chiesa “modi diversi” di interpretare la dottrina

“Un immanentismo antropocentrico travestito da verità cattolica”. Un “elitarismo narcisista e autoritario dove, invece di evangelizzare, si analizzano e si classificano gli altri, e invece di facilitare l’accesso alla grazia si consumano le energie nel controllare”. Così il Papa, nella Gaudete et Exsultate, definisce lo gnosticismo, pericolo da evitare insieme al suo opposto: il pelagianesimo. “Non mi riferisco ai razionalisti nemici della fede cristiana”, precisa Francesco a proposito del “fascino ingannevole”, intriso di “vanitosa superficialità”, che caratterizza la prima eresia: “Questo può accadere dentro la Chiesa, tanto tra i laici delle parrocchie quanto tra coloro che insegnano filosofia o teologia in centri di formazione”, che “assolutizzano le proprie teorie e obbligano gli altri a sottomettersi ai propri ragionamenti” e pretendono “di ridurre l’insegnamento di Gesù a una logica fredda e dura che cerca di dominare tutto”. “Anche qualora l’esistenza di qualcuno sia stata un disastro, anche quando lo vediamo distrutto dai vizi o dalle dipendenze, Dio è presente nella sua vita”, ammonisce il Papa: “Se ci lasciamo guidare dallo Spirito più che dai nostri ragionamenti, possiamo e dobbiamo cercare il Signore in ogni vita umana”. “Non possiamo pretendere che il nostro modo” di intendere la verità “ci autorizzi a esercitare un controllo stretto sulla vita degli altri”, denuncia il Papa ricordando che “nella Chiesa convivono legittimamente modi diversi di interpretare molti aspetti della dottrina e della vita cristiana che, nella loro verità, aiutano ad esplicitare meglio il ricchissimo tesoro della Parola”. No, allora, alla “pericolosa confusione” che consiste nel “credere che, poiché sappiamo qualcosa o possiamo spiegarlo con una certa logica, già siamo santi, perfetti, migliori della ‘massa ignorante’”, ammoniva già Giovanni Paolo II, mettendo in guardia dalla “tentazione di sviluppare un certo sentimento di superiorità rispetto agli altri fedeli.

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