Migrazioni: Caritas Ambrosiana, le richieste a Ue e Italia. Corridoi umanitari, stop alla Bossi-Fini e “nuovi italiani”

(Milano) “Forte dell’incontro diretto con i migranti e del suo radicamento nel territorio, in nome degli stessi principi di integrazione, solidarietà e salvaguardia dei diritti umani su cui si basa l’Unione europea, Caritas ritiene che per affrontare il flusso ormai strutturale delle migrazioni in Italia sia necessaria un’azione integrale che passa attraverso alcuni punti essenziali”. Il documento diffuso da Caritas Ambrosiana al termine del convegno odierno a Milano, contiene anche quattro indicazioni per le autorità italiane. Punto primo, i corridoi umanitari: “L’apertura di canali sicuri e legali di ingresso nella Ue per persone che hanno diritto all’asilo”. Secondo: l’accoglienza diffusa: “La promozione di un sistema di accoglienza diffusa che eviti concentrazioni di migranti sul territorio difficilmente gestibili, privilegiando il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati gestiti in collaborazione con i Comuni (Sprar) rispetto a soluzioni di emergenza come i Cas (Centri di accoglienza straordinaria)”. Terzo, la riforma della legge Bossi Fini: “L’apertura di canali di accesso all’immigrazione regolare passa necessariamente dalla riforma della Legge Bossi Fini. In particolare, va reintrodotto il permesso di soggiorno per ricerca di lavoro attraverso lo sponsor e devono essere ripristinato il sistema di quote adeguate alla copertura dei posti di lavori reali”. Infine una osservazione sui “nuovi italiani”: “Occorre superare il principio dello ius sanguinis come criterio per concedere la cittadinanza”.

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